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Cultura > Arte e Spettacolo

The city of your final destination

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

È sempre difficile adattare un romanzo – nel caso Quella sera dorata di Peter Cameron – ad una versione cinematografica. Ma James Ivory, regista di lungo corso, sa il fatto suo e fa centro anche questa volta. Il giovane professore iraniano Omar (Omar Mewally) che, spinto dall’intraprendente fidanzata, scende in una isolata fazenda dell’Uruguay per convincere gli eredi del celebre scrittore defunto Jules Gund a dargli il permesso di scriverne la biografia, è il ritratto di certa fragile gioventù americana. Ma il soggiorno tra questi personaggi originali, la moglie e l’amante del defunto, il fratello (Anthony Hopkins) e il suo amico, lo fanno maturare. Fino alla decisione di mollare la carriera universitaria, la fidanzata, e trasferirsi laggiù dove lo attende l’ex amante dello scrittore, la giovane Arden (Charlotte Gainsbourgh). Insomma, si è costruito da solo il suo destino.

Spettacolo sgargiante di luci e di costumi, con una sceneggiatura che riprende alcune battute folgoranti del romanzo – recitate in modo perfetto da Hopkins – e ne trasferisce l’atmosfera ironica   sullo schermo in modo convincente, non scende troppo a fondo nella psicologia dei personaggi, ma li tratteggia con la velocità incisiva dell’affresco. Ivory ancora una volta si dimostra un maestro nell’arte di far dire una pagina intera di un romanzo attraverso una inquadratura. Si vedano ad esempio alcuni primi piani delle due donne, i cui caratteri vibrano sotto una luce sottile, che evidenzia le occhiate fulminee tra le due rivali.

Riproduzione riservata ©

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