Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

In profondità > Attualità

Appello dei vescovi al confine balcanico

di Chiara Andreola

- Fonte: Città Nuova

I presuli a capo delle diocesi di Gorizia, Trieste e Koper/Capodistria hanno emesso una nota congiunta che richiama all’impegno all’accoglienza anche in questi frangenti di sospensione del Trattato di Schengen

Mons. Enrico Trevisi, vescovo di Trieste

Alla frontiera tra Italia e Slovenia, oltre che le forze dell’ordine e le autorità locali e nazionali, si sono mossi anche i vescovi: l’arcivescovo di Gorizia mons. Carlo Roberto Maria Redaelli, il vescovo di Trieste mons. Enrico Trevisi, e il vescovo di Koper/Capodistria mons. Jurij Bizjak hanno infatti emesso una nota congiunta a proposito del problema dei transiti sulla rotta balcanica e della stretta ai confini che ne è conseguita. Il riferimento è in particolare alla sospensione del Trattato di Schengen partita lo scorso 21 ottobre, per un periodo iniziale di dieci giorni; ma rispetto alla quale il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha già assicurato, in un’intervista al Messaggero Veneto, una proroga dell’orizzonte almeno di qualche mese sui sei massimi previsti.

«Le tragiche notizie che giungono dalla Terra del Signore portano anche fra di noi le conseguenze di quella che nel 2014 proprio a Redipuglia papa Francesco definì una “terza guerra mondiale combattuta a pezzi” – scrivono i presuli -. Pur comprendendo le ragioni alle basi di queste decisioni degli Stati, non possiamo non ricordare, guardando alla storia di queste nostre terre, che le nostre popolazioni sono state capaci di trasformare le divisioni e le differenze culturali, linguistiche, storiche in occasione di memoria reciprocamente donata».

Proseguono osservando che «proprio i confini si sono trasformati in luogo di incontro e di accrescimento reciproco, tant’è vero che si è scelto di eleggere come Capitale europea della cultura 2025, la città di Nova Gorica insieme a quella di Gorizia»; e che «il transito di tanti fratelli che giungono nelle nostre terre percorrendo la rotta balcanica deve continuare per noi ad essere non motivo di preoccupazione ma stimolo a testimoniare ogni giorno, senza interruzione e con rinnovato vigore quella diakonia dell’accoglienza a cui siamo chiamati e di cui, come credenti, saremo chiamati a rendere ragione». La Chiesa locale ritorna dunque ad insistere sul tema dell’accoglienza: e va in questo senso ricordato che tra gli enti più attivi su questo fronte ci sono le Caritas diocesane della Regione, anche in collaborazione tra loro.

Intanto, continua l’implementazione dei controlli alla frontiera – fissi ai valichi principali e con pattuglie mobili su quelli secondari – che, sempre stando a quanto dichiarato da Piantedosi, hanno portato nelle prime 48 ore dal ripristino al rintracciamento di 66 stranieri e al respingimento di 28 di questi. I sindaci dei comuni di confine sono tornati a chiedere che si individuino delle modalità “agevolate” per i numerosi lavoratori transfrontalieri, che passano dalla Slovenia all’Italia e viceversa in maniera continuativa ogni giorno: che sia una corsia preferenziale, o un documento specifico come ai tempi dell’ex Jugoslavia, ma comunque una modalità che non ponga il rischio di ritrovarsi in coda sulla via del lavoro.

__

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come? Scopri le nostre rivistei corsi di formazione agile e i nostri progetti. Insieme possiamo fare la differenza! Per informazioni: rete@cittanuova.it
_

 

Riproduzione riservata ©

Esplora di più su queste parole chiave
Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876