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In profondità > Dialoghi

Ungheria, religiose sulla strada della comunione

Un incontro per consacrate di diversi ordini per rispondere alle sfide di oggi. 

Approfondire la sfida alla quale è chiamata oggi la vita consacrata: fare della Chiesa «una scuola e casa di comunione». Questa la tematica affrontata il 5 febbraio nell’Aula magna dell’Istituto religioso di Budapest, dove sono intervenute 100 religiose provenienti da tutta l’Ungheria, di 28 ordini differenti. Promotori dell’incontro: Berkecz Franciska, della Congregazione delle Suore Sociali e referente per le religiose della diocesi Esztergom-Budapest e Meszáros Ilona, e il Movimento dei Focolari.

 

Tema sempre attuale e scottante, anche in Ungheria,è il vivere la vita religiosa in modo tale che le comunità siano una testimonianza di Dio, capaci di attirare e poter così dare Dio al mondo. «Dieci anni fa avevamo dentro un radicalismo, volevamo cambiare tante cose, ma dopo qualcosa si è spento e non abbiamo trovato la luce. Adesso si vede la strada»; «Quello che abbiamo vissuto va oltre la nostra comunità, ci attira verso l’unità»; «Siamo un ordine di 900 anni, abbiamo bisogno di rinfrescarci, di tenere il passo con la Chiesa di oggi. Da quando c’é la nuova abadessa si sente un clima fresco e nuovo fra noi». Queste le esigenze, esplicitate da più parti.

 

A rispondere in maniera esplicita a queste profonde esigenze fu Giovanni Paolo II nella sua lettera apostolica «Novo millennio ineunte», quando propose ai credenti una nuova dimensione della spiritualità cristiana: quella della comunione.

 

In tale prospettiva Amedeo Ferrari, o.f.m.conv., nel suo intervento ha delineato i cardini di questa spiritualità nella Chiesa e le novità che porta anche per la vita religiosa: «Non è solo un’aggiunta, ma un capovolgimento nella spiritualità cristiana. Perché porta a spostare l’accento nella dimensione dei rapporti, cioè, a vivere l’esperienza della Trinità tra gli uomini. La luce che nasce dell’amore trinitario, vissuto in una fraternità, porta alla riscoperta del fondatore, della propria regola, del rapporto tra i superiori e i fratelli. Perciò è un guadagno enorme per la vita consacrata. Se poi questo avviene in tutti gli istituti c’è la comunione tra i vari carismi. E oggi il mondo ha l’esigenza di vedere una Chiesa comunione».

 

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