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Ambiente > Inquinamento

Pfas, via dagli indumenti

di Chiara Andreola

- Fonte: Città Nuova

Alcuni marchi di abbigliamento hanno annunciato di voler eliminare dai loro capi le sostanze per- e polifluoroalchiliche, nonostante le loro proprietà idrorepellenti

Pfas

Abbiamo più volte parlato di Pfas, del loro più o meno largo uso come impermeabilizzanti, e della loro pericolosità per la salute. La buona notizia è che alcune aziende si stanno muovendo per eliminarli dalla loro produzione: i noti marchi di abbigliamento The North Face, Vans, Supreme e Timberland (tutti di proprietà di VF Corporation) hanno appena annunciato di eliminare gradualmente le sostanze per- e polifluoroalchiliche dai loro prodotti entro il 2025 – oltre ad altre sostanze chimiche come formaldeide, ritardanti di fiamma, metalli pesanti, composti organici volatili (VOC) e ftalati. Questi vengono infatti tuttora utilizzati nel campo dell’abbigliamento, in particolare quello sportivo, appunto per le loro capacità idrorepellenti (e chiunque abbia mai acquistato ad esempio una giacca o un paio di pantaloni da montagna sa benissimo che l’impermeabilità è requisito essenziale!); ma la cosa pone appunto seri problemi ambientali e sanitari, pertanto già da qualche tempo la ricerca si è mossa per trovare delle alternative che non siano a loro volta impattanti.

L’annuncio fa parte di un programma più ampio lanciato dal gruppo, che include 12 obiettivi di sostenibilità sia ambientale che sociale – dal benessere dei lavoratori alla riduzione dei rifiuti e delle emissioni; e che prevede anche l’ottenimento di certificazioni ambientali, così da dare prova che questi obiettivi siano effettivamente stati raggiunti e che non siano state intraprese vie in realtà anch’esse non rispettose di ambiente e salute.

Ne riparleremo nel 2025, verrebbe da dire; quando sarà possibile vedere se effettivamente gli Pfas saranno stati eliminati, e non sostituiti da altre sostanze nocive (cosa che in alcuni casi è accaduta). Ad ogni modo, c’è quantomeno da prendere atto con soddisfazione che qualcosa si sta muovendo. Intanto, come consumatori, possiamo informarci sulle varie certificazioni rilasciate in ambito tessile per attestare la sicurezza dei capi che indossiamo: tra i maggiori enti certificatori c’è ad esempio l’Associazione OEKO-TEX®, che rilascia l’etichetta “Made in green”.

Riproduzione riservata ©

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