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Italia > Tendenze

Milano: solidarietà per afghani e senza fissa dimora

di Giulia Martinelli

- Fonte: Città Nuova

Domenica 19 settembre, davanti al Memoriale della Shoah, in piazza Safra a Milano, i cittadini sono chiamati a una raccolta di beni di prima necessità per i profughi afghani e i senzatetto milanesi

Afghani

Aiutare chi è in difficoltà senza lasciare nessuno indietro, è con questo spirito che nasce l’iniziativa di Milo Hasbani, presidente della Comunità ebraica di Milano, che per domani, domenica 19 settembre, ha organizzato una raccolta di beni di prima necessità in favore degli ultimi. L’appello è rivolto ai cittadini milanesi ai quali è stato chiesto di portare vestiti e biancheria intima per uomini, donne e bambini ma anche coperte, giocattoli, acqua e bevande (non alcoliche), cibo a lunga conservazione e prodotti per l’igiene personale come sapone, bagno schiuma, shampoo, spazzolini e dentifricio, che verranno destinati ai profughi afghani in fuga dal proprio Paese occupato dai talebani e ai senzatetto milanesi.

L’appuntamento è davanti al Memoriale della Shoah, in piazza Safra a Milano, dalle 10 alle 18. Ad accogliere chi deciderà di partecipare ci sarà la Comunità ebraica, che ha coinvolto nell’iniziativa anche i City Angels e tre significative organizzazioni umanitarie dell’ebraismo milanese: il Volontariato Federica Sharon Biazzi e i movimenti giovanili Hashomer Hatzair e Bené Akiva.

Il luogo scelto non è casuale, il Memoriale della Shoah ricorda uno dei periodi più bui della storia che diventa così luogo di aiuto e speranza. Anche la data scelta per organizzare la raccolta ha un valore storico importante per la Comunità ebraica: quest’anno, il 19 settembre, cade alla vigilia di Sukkot, la festa delle capanne, una giornata per ricordare la permanenza degli ebrei nel deserto dopo la liberazione dalla schiavitù dall’Egitto. Una giornata per dedicarsi agli altri, che come ha suggerito Mario Furlan, fondatore dei City Angels, contiene un potente messaggio di fratellanza universale: «Aiutiamo chiunque, da qualunque parte del mondo venga».

L’iniziativa milanese rientra in una rete di solidarietà che si è attivata in tutta Italia per aiutare i cittadini afghani scappati dalla propria terra. A Napoli, ad esempio, la Protezione civile della Regione Campania è stata sommersa dalle richieste volontarie di cittadini pronti a donare abbigliamento e generi di prima necessità ai profughi afghani ospitati. Lo stesso è avvenuto a Bari dove la Protezione civile, inondata dalle richieste, ha dovuto dare indicazioni precise per evitare di essere sommersi dai beni materiali. Un po’ come è accaduto a Roma, dopo un post pubblicato su un gruppo di quartiere di Facebook dove si chiedevano beni di prima necessità da donare ad alcuni cittadini afghani appena arrivati e ospitati in un albergo in zona Balduina, che ha scatenato una gara di solidarietà che ha costretto Francesca Danese, del Forum del Terzo settore del Lazio, ad intervenire chiedendo ai romani in fila fuori la struttura di interrompere la catena di solidarietà.

 

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