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Italia > Arte

La Buona Novella a Mosca

di Agnieszka Nowak

- Fonte: Città Nuova

I lavori dell’artista Tatiana Cernova con l’aiuto del curatore Polina Lobacevskaia e il designer Gennadij Siniev sono stati esposti in un modo originale e interessante nella mostra intitolata “La Buona Novella”.

Fuori c’è la bufera di neve e tutto è coperto di bianco. Entrando nel museo AZ di Mosca mi trovo in un ambiente silenzioso, accogliente e, in un certo senso, misterioso.

I lavori dell’artista Tatiana Cernova con l’aiuto del curatore Polina Lobacevskaia e il designer Gennadij Siniev sono stati esposti in un modo originale e interessante nella mostra intitolata “La Buona Novella”. Tutto questo grazie alla direttrice del Museo AZ di Mosca, Natalia Opalieva, che ha deciso di continuare i lavori nonostante le restrizioni legate alla pandemia anche se, alla fine, la mostra è rimasta aperta soltanto per tre settimane.

Tatiana Cernova presenta le sue pitture e i suoi arazzi esposti sui tre piani del museo AZ. L’artista, in modo originale e inaspettato, unisce nelle sue opere le forme classiche con quelle dello stile contemporaneo. Come spiegano le guide, qui l’epoca del Rinascimento e del Barocco si incontrano con lo stile moderno e gli avvenimenti biblici dialogano con il mondo antico.

Questo incontro si nota anche nella musica che accompagna l’esposizione: si sentono le note di Cajkovskij, Vivaldi e Bach.

Come dice il curatore Polina Lobacevskaia, in questi tempi non facili è molto importante sentire un legame vivo tra il passato e il futuro, toccare i temi sempre attuali e segnare una linea che ci porta dalla classicità ai molteplici e sconosciuti stili contemporanei.

L’idea dell’esposizione è venuta durante le feste di Natale e Capodanno per dare agli spettatori la possibilità di lasciare dietro la cortina della mostra tutto ciò che è difficoltoso ed entrare in un mondo di bellezza e armonia. Proprio per questo, l’elemento comune è l’albero di Natale che si trova al centro e non si vede dove inizia ma continua in tutti e tre i piani della mostra. Tatiana Cernova ha preparato anche un originale addobbo: palle fatte con la tecnica del Papier-Maché sui quali sono rappresentati motivi tratti dai lavori esposti.

I quadri della prima parte chiamata “La sala delle Madonne” è costituita dai dipinti eseguiti con la tecnica della grisaglia, come imitazione di grandi disegni. Nella rappresentazione della Nascita la Madonna con il Bambino regnano sopra il paesaggio della natura che si estende come sfondo in piccole dimensioni per evidenziare l’importanza dei due Personaggi. Il Bambino Gesù ha gli occhi chiusi ma sembra pronto ad aprirli fra un’attimo per dare inizio alla nuova civiltà, come spiega l’autrice. Grandi di misura sono solo gli angeli che legano il cielo e la terra e accolgono i due Personaggi con gioia portando loro fiori e il canto degli uccelli. Sulla destra si nota anche la figura di san Giuseppe con le pecore e l’asino pronto a prendersi cura della Sacra Famiglia.

Contemplo il quadro della Visitazione: il gioioso incontro tra Maria ed Elisabetta. Un’altra opera che attira la mia attenzione è “La Madonna con il cespuglio fiorito” dove Maria ha il volto felice della ragazza contemporanea. Gli abbondanti fiori bianchi del cespuglio sottolineano la maternità e la purezza.

I piani seguenti della mostra ci portano verso il mondo mitologico dove possiamo vedere personaggi dell’antichità, la natura, la freschezza. Si ripetono i motivi della montagna con la cima invisibile, luogo innalzato, irraggiungibile: è la dinamica rappresentata dall’artista che ci porta su, verso il cielo.

L’ultimo piano è dedicato all’esposizione degli arazzi. Come dice Tatiana Cernova, l’arte della  tessitura è molto antica e mentre si tesse è possibile trasmettere la vita, dare contenuto ai lavori in contrasto con tutti i prodotti e la tecnologia che ci circondano.

I miei occhi sono stati colpiti in particolare da un arazzo intitolato “l’Annunciazione”. Come racconta l’autrice, la Buona Novella ha più di 2000 anni ma per ogni generazione diventa una scoperta e il tempo non ha potere su questo avvenimento. Ma poiché invece  il tempo ha potere sulla nostra comprensione, ci troviamo a trasformare l’evento Annunciazione in un prodotto dell’arte figurativa, poetica, letteraria, così che l’avvenimento biblico, ammirato da questa prospettiva fa sì che gli angeli diventino monumenti di gesso. Invece questo avvenimento biblico dell’ Annunciazione è un segno eterno, imperituro.

Rimango con il bellissimo ricordo della mostra che  diventa la  “Buona Novella” (così si traduce il termine Annunciazione in russo) per questi tempi travagliati e difficili.

 

 

 

 

Riproduzione riservata ©

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