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In profondità > I giovani e il papa

Insieme si arriva lontano

di Vittoria Terenzi

- Fonte: Città Nuova

Commenti a caldo dopo il grande incontro con Francesco. Vescovi, sacerdoti, animatori hanno condiviso un cammino con i ragazzi delle loro diocesi e dei loro gruppi. Quasi una metafora del viaggio quotidiano della vita

Dice un proverbio africano: «Se vuoi andare veloce, corri da solo. Se vuoi andare lontano, vai insieme a qualcuno». Lo ha ricordato sabato sera papa Francesco rivolgendosi ai giovani riuniti al Circo Massimo. Insieme si cammina, si fa esperienza, si inizia a scoprire il vero senso della vita. Insieme si torna a casa, con un bagaglio di emozioni e di esperienze che dovranno, poi, trovare concretezza nel quotidiano. Sulla strada del ritorno abbiamo chiesto ai partecipanti all’incontro di raccontarci cosa hanno vissuto.

«Papa Francesco è stato grande con i giovani. Mi sembra che il culmine sia stato quando, nella veglia, con insistenza ha ripetuto che occorre crescere nella consapevolezza di essere amati e voluti da Dio – commenta Mons. Paolo Martinelli, vescovo ausiliare di Milano che in questi giorni è stato a Roma con i giovani della sua diocesi -. È un amore che ci precede e ci accompagna sempre. Un amore gratuito pieno di tenerezza per il cammino di ciascuno. Non siamo un caso, ma voluti in Gesù dal Padre. Decisivo anche il richiamo alla testimonianza. È la via per suscitare tra i giovani vocazioni a riscoprire la vita stessa come vocazione. Commovente il discorso del papa sull’amore tra l’uomo e la donna: una relazione ad immagine e somiglianza con Dio. Una reciprocità feconda in cui ciascuno ha il compito di fare l’altro più sè stesso, più donna e più uomo. In fondo ogni vocazione è sempre vocazione all’amore».

Don Massimo Pirovano, responsabile della Pastorale giovanile di Milano, che ha percorso ben due cammini per essere vicino a tutti i suoi giovani, racconta: «Più di 1500 giovani pellegrini ambrosiani arrivati per mille strade a Roma. Con circa trecento di loro, una settimana di cammino condiviso. Due percorsi: da Ortona, guidati dalla ricerca di Tommaso, il nostro gemello nella fede. Da Orvieto, sui passi dei due pellegrini di Emmaus. Mentre conservo il ricordo del loro sorriso, dei volti stanchi, delle riserve inaspettate di energia giovanile, quella che era una sensazione prende forma: questi giovani esigono verità. Se con loro fai finta, se non ti coinvolgi veramente con loro, se te ne stai ai bordi, subito lo capiscono e ti perdi il meglio che c’è. Sono capaci di generosità e di dedizione, pronti ad entrare in relazione, consapevoli che hanno scelte da compiere e nuove vie da esplorare e tracciare, ma esigono trasparenza e disponibilità. Trovi risate e giovanili modi di esprimersi, ma anche una rinnovata sete di verità e di autenticità».

Gabriele, giovane originario di Verderio dice: «Ho partecipato con il gruppo dei giovani del decanato al pellegrinaggio da Ortona fino a Roma. È stata un’esperienza davvero unica e inaspettata per me che per la prima volta ho vissuto una proposta di questo genere. La fatica del cammino condivisa con tutto il gruppo è la cosa che mi porto nel cuore, insieme al clima bello e sereno vissuto con gli altri ragazzi. Ho imparato che la fatica, quando condivisa, è diversa. L’incontro di ieri con il papa è stata una degna conclusione del pellegrinaggio vissuto».

Pedro, Ilaria, Margherita ed Emanuela, giovani diciottenni della parrocchia santi Pietro e Paolo di Arcellasco, frazione di Erba, riportano così la loro esperienza: «Avendo già vissuto altre esperienze di incontri con i giovani, ci hanno colpito le parole del papa molto concrete, spendibili nella vita quotidiana. Lo abbiamo sentito come un discorso pieno di speranza e di fiducia nei nostri confronti. Ci ha colpito l’invito ricevuto dal santo padre e il fatto che tanti altri ragazzi hanno risposto poiché purtroppo non sempre ci sentiamo ascoltati come ha fatto lui. I messaggi che portiamo a casa sono tanti e li custodiremo nel nostro cuore. Tra questi in particolare: non arrendersi davanti a sogni e progetti grandi anche quando fanno paura; siamo liberi di vivere il bene e di scegliere come comportarci; la libertà è un grande dono che ci è dato ed è bello sempre rischiare sull’amore. I nostri propositi sono: credere nella comunità dei cristiani, pregare di più, avere meno paura e rischiare un pò di più».

 

 

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