Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

In profondità > Chiesa

Galantino: «L’immigrazione non è merce elettorale».

di Aurelio Molè

- Fonte: Città Nuova

Nell’ambito della presentazione della 104° Giornata mondiale del migrante il segretario della Cei ribadisce che l’unico motivo di accogliere, proteggere, promuovere e integrare il migrante è il Vangelo senza curarsi del politico di turno e di imminenti elezioni elettorali

Un dettaglio è rivelatore. 16 citazioni tratte dai discorsi di 5 pontefici diversi. Sono contenute nel breve messaggio, 1620 parole, di papa Francesco per la Giornata del migrante e del rifugiato del 2018 del prossimo 14 gennaio declinata in 4 verbi paradigmatici: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. «I contenuti di papa Francesco ‒ spiega monsignor Nunzio Galantino, segretario della Cei, nella conferenza stampa di presentazione ‒ non nascono dall’angusta quotidianità che trasforma, in maniera indecente, il tema dei migranti in merce elettorale. Le citazioni confermano che è pretestuoso il tentativo diffuso in politica e in una certa frangia del cattolicesimo di affermare un’attenzione solo dell’ultima ora su questi argomenti da parte di papa Francesco». Secondo Galantino «gli elettori italiani sapranno distinguere i venditori di fumo. E valuteranno sui criteri dell’onestà, del realismo e dell’umiltà». Il problema ‒ ha rilevato, dopo una domanda rivoltagli da un giornalista ‒ «è che alcune forze non fanno proprio ciò che è il loro dovere, la politica intesa come servizio alla polis. Il problema non è se la Chiesa fa o non fa servizio di supplenza». «Il mio referente ‒ ha tenuto a dire monsignor Galantino ‒ non è il politico tizio o caio, ma è il Vangelo, la mia guida è il papa, oggi Francesco, ma attenzione che Benedetto XVI diceva le stesse cose, pronunciava le stesse parole dure nei confronti di chi ignorava le esigenze dei migranti». Il fenomeno, è certo epocale, strutturale e non emergenziale. Durerà a lungo, ancora alcuni decenni, circa 30 anni secondo gli esperti.

Nel mondo sono 1 miliardo le persone in movimento – quasi un essere umano su sette – contando anche i 700 milioni di migranti interni, oltre i 250 milioni di migranti esteri e gli oltre 68 milioni di migranti forzati a causa di guerre, persecuzioni, disastri ambientali: una cifra mai raggiunta neanche durante la Seconda guerra mondiale.

In Italia i migranti arrivati attraverso la rotta mediterranea nel 2017 sono stati 119 mila, il 34% in meno rispetto allo scorso anno. Sono oltre 400 i bambini morti in mare da inizio anno mentre tentavano la traversata da soli o con parenti, mentre in migliaia sono stati vittime di abuso, sfruttamento e schiavitù nel loro viaggio attraverso la Libia. Solo nel 2017 circa 15 mila bambini non accompagnati hanno raggiunto l’Italia via mare ed i loro viaggi sono stati generalmente gestiti da responsabili di traffico e tratta.

Di fronte alla cosiddetta “invasione straniera” in Italia basta fare un semplice confronto con il Libano dove vivono un milione e 750 mila stranieri, che di fronte alla popolazione del Paese (4,4 milioni) rappresentano più del 28% degli abitanti. In proporzione è come se in Italia ci fossero 23 milioni di profughi.

E il nostro è un Paese che accoglie e un Paese che emigra. «Dal 2006 al 2017 la mobilità italiana ‒ interviene don Giovanni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes ‒ è aumentata del 60,1% passando da poco più di 3 milioni a quasi 5 milioni di iscritti all’Aire. Al 1 gennaio 2017, infatti, gli italiani residenti fuori dei confini nazionali e iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero (AIRE) erano 4.973.942, l’8,2% degli oltre 60,5 milioni di residenti in Italia alla stessa data». Una cifra praticamente pari con gli stranieri, 5 milioni di persone, che si sono inseriti stabilmente nel nostro Paese.

Sono molti e complessi i problemi da affrontare in tutte le fasi delle migrazioni: dalla partenza alla destinazione di arrivo, fino all’integrazione. Nel suo messaggio per la Giornata mondiale dei migranti papa Francesco specifica che la protezione comincia « in patria e consiste nell’offerta di informazioni certe e certificate prima della partenza e nella loro salvaguardia dalle pratiche di reclutamento illegale» e continua in terra d’immigrazione con «un’adeguata assistenza consolare, il diritto di conservare sempre con sé i documenti di identità personale, un equo accesso alla giustizia, la possibilità di aprire conti bancari personali e la garanzia di una minima sussistenza vitale». Accogliere significa «una prima sistemazione adeguata e decorosa», la concessione di visti umanitari per il ricongiungimento familiare e programmi che aprano corridoi umanitari che la Cei porta avanti con la Caritas e i valdesi insieme ad un’altra iniziativa Liberi di restare, liberi di partire in cui la Cei investe 30 milioni di euro. Altro grande tema la promozione dell’inserimento socio-lavorativo dei migranti e rifugiati, «garantendo ‒ dice il papa ‒ a tutti – compresi i richiedenti asilo – la possibilità di lavorare, percorsi formativi linguistici e di cittadinanza attiva e un’informazione adeguata nelle loro lingue originali». L’ultimo verbo, integrare passa per «l’offerta di cittadinanza slegata da requisiti economici e linguistici e di percorsi di regolarizzazione straordinaria per migranti che possano vantare una lunga permanenza nel Paese».

Unica motivazione, non la politica o le imminenti elezioni elettorali, ma il Vangelo: «Ero forestiero e mi avete ospitato».

 

 

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876