Il capo delle forze armate del Myanmar, il generale Ye Win Oo, ha incontrato il 20 agosto a Bangkok il capo delle forze di difesa thailandesi, nel corso del suo primo viaggio all’estero da quando ha assunto la carica. La visita di Ye Win Oo, un rinomato signore della guerra apprezzato internazionalmente, è avvenuta appena due settimane dopo che il suo predecessore, Min Aung Hlaing (anche lui esperto di guerra e di repressione), aveva effettuato una visita ufficiale in Thailandia in qualità di presidente del Myanmar, nell’ambito della ripresa di una campagna volta a liberare il paese dallo status di “paria”.
Min Aung Hlaing ha guidato il colpo di stato militare che nel 2021 ha rovesciato un governo legittimamente eletto, arrestando la leader Aung San Suu Kyi (Premio Nober della Pace 1991) e scatenando (o meglio, ri-accendendo) la guerra civile più lunga della storia dell’umanità (va avanti da 60 anni) in cui le forze armate golpiste sono state accusate di continue violazioni dei diritti umani.
Il generale Ukris Boontanondha, capo delle forze di difesa thailandesi, ha accolto Ye Win Oo in un hotel di Bangkok, dove hanno posato per i fotografi dei media insieme alle rispettive delegazioni. Funzionari thailandesi hanno affermato che i colloqui si sono concentrati sui modi per rafforzare la cooperazione in materia di sicurezza lungo i 2.400 chilometri di confine nord-ovest tra i due paesi, dove la guerra in Myanmar ha seminato una grande instabilità.
I generali di entrambi i paesi hanno discusso di iniziative ufficiali congiunte per «contrastare il traffico illecito di droga e le reti di truffe informatiche, nonché della cooperazione militare in materia di antiterrorismo, addestramento, assistenza umanitaria e soccorso in caso di calamità». Hanno inoltre affrontato le questioni della foschia tossica transfrontaliera generata dagli incendi boschivi e dell’inquinamento fluviale; secondo una dichiarazione dell’esercito thailandese, il generale Boontanondha avrebbe consegnato al collega birmano dei dispositivi per il monitoraggio della qualità dell’aria.
I precedenti colloqui militari ad alto livello fra i due paesi si erano tenuti in Myanmar nel 2023, due anni dopo il colpo di Stato, quando Min Aung Hlaing era a capo delle forze armate. Ye Win Oo, ex capo dei servizi segreti della giunta al potere in Myanmar, è stato sottoposto negli ultimi anni a sanzioni da parte di diversi paesi, tra cui gli Stati Uniti, per il ruolo svolto nel colpo di stato.
Si stima che la guerra civile che ne è seguita abbia causato almeno 100mila vittime negli ultimi cinque anni e milioni di persone in fuga verso la Thailandia: tutta forza lavoro a bassissimo costo per le industrie thailandesi, affamate di manodopera, in particolare per due ragioni: gli operai cambogiani sono stati espulsi dal Paese in seguito alla guerra dello scorso anno; i thailandesi non vogliono più lavorare in fabbriche o ambienti sporchi, ma in comodi uffici con aria condizionata.
La comunità internazionale è ancora molto divisa su come comportarsi con il Myanmar dopo le elezioni di dicembre 2025. Le elezioni, alle quali hanno partecipato solo partiti allineati con i militari e nessuna opposizione significativa, non si sono evidentemente tenute nelle parti del Paese dove è attiva una forte resistenza da parte delle forze popolari. Le organizzazioni per la difesa della democrazia hanno definito il voto un’autentica farsa, volta a fornire un’apparenza di legalità ad un regime militare violento e irragionevole. Dalla competizione elettorale è stata esclusa Aung San Suu Kyi ed è stato emarginato il suo partito, arrestati ed imprigionati i dissidenti.
La Thailandia, tuttavia, ha insistito sul fatto che l’unico modo per ripristinare una vera normalità in Myanmar sia quello di dialogare con i suoi attuali leader e persuaderli ad avviare colloqui con i propri oppositori. Il primo ministro thailandese Anutin Charnvirakul aveva riservato a Min Aung Hlaing un’accoglienza da tappeto rosso, a Bangkok. Difendendo la decisione di ospitare i colloqui, il ministro degli Esteri thailandese Sihasak Phuangketkeow ha dichiarato ai giornalisti: «Non si tratta di legittimità, ma di realtà».
Ma il gruppo di attivisti Special Advisory Council for Myanmar ha affermato questa settimana che «accogliendo Ye Win Oo, un oscuro signore della guerra, la Thailandia ha compromesso la propria credibilità». La decisione di consentire la visita di Ye Win Oo ha «aggravato l’ignominia», ha aggiunto la dichiarazione del gruppo dissidente.
La scorsa settimana, gli investigatori delle Nazioni Unite hanno affermato che l’esercito guidato da Ye Win Oo sta intensificando i propri attacchi aerei contro obiettivi civili, senza esclusione di colpi, senza regole, servendosi dell’aviazione e di quanto l’esercito, il Tatmadaw, ha a disposizione: colpendo chiese, templi buddhisti, scuole, villaggi di civili, con il solo scopo di seminare terrore e paura tra la popolazione.
Eppure la Thailandia, secondo alcuni analisti, deve assolutamente tenersi buono il regime del Myanmar sul confine ovest, avendo la Cambogia ad est (che sta preparando una nuova offensiva) ed i separatisti musulmani a sud, che con i recenti e feroci attacchi hanno dimostrato di poter controllare il territorio e di non aver paura dell’esercito thailandese che presidia le strade.