Nella Capitale esiste un serio problema noto da tempo. Molti immobili sono disabitati, ma crescenti fasce di popolazione restano senza casa per incapienza di reddito.
Sono tropo pochi i progetti di case popolari e molto lontani da quelli del dopoguerra realizzati con il piano cosiddetto Fanfani.
Molta dell’edilizia pubblica degli anni 80 ha, poi, seguito il criterio di una concentrazione nelle periferie carenti di servizi pubblici e separate dai quartieri ricchi. È sorta così una metropoli estesa in un vasto territorio, grande come l’intera provincia di Milano, dove di fatto esistono tante città con differenti livelli di reddito e scolarizzazione che emergono dagli studi di sociologia e urbanistica.
In tale scenario si collocano circa un centinaio di occupazioni non autorizzate di immobili spesso appartenenti originariamente alla proprietà pubblica prima della loro cessione ai privati. Si tratta di grandi società finanziarie interessate ad una “valorizzazione” assicurata dalla collocazione dei palazzi nelle zone centrali di Roma.
La sede di via Santa Croce in Gerusalemme dell’Ipdap, Istituto di previdenza dei dipendenti pubblici, è stata venduta dal Comune di Roma nel 2004 ad una società immobiliare che ha poi ha affittato lo stesso palazzo all’ente pubblico, il quale lo ha utilizzato fino al 2010 pagando un canone complessivo di 48 milioni di euro secondo la ricostruzione dello studio del professor Luigi Corvo, docente di economia alla Bicocca di Milano.
Il palazzo disabitato è stato poi occupato dal movimento Action per dare ospitalità a 400 persone (tra le quali un centinaio di bambini) rimaste senza casa e appartenenti a 27 diverse nazionalità dando luogo ad un esperimento di welfare autogestito in collaborazione con molte associazioni presenti nel quartiere Esquilino.
Da Spin Time è partito in direzione San Pietro, il Giubileo dei Movimenti popolari internazionali nel 2025 che in quella sede hanno tenuto la loro assemblea perché considerato un luogo di rigenerazione urbana e sociale con la presenza di numerose attività culturali e d mutuo aiuto, dallo sportello legare al doposcuola e coworking.
Gli ambienti della destra romana da cui proviene l’attuale presidente del consiglio, hanno sempre visto con sfavore un tale esperimento sociale di riappropriazione di un bene pubblico passato indenne ad alcuni processi penali e tentativi di sgombero.
Un incendio scoppiato nell’immobile il 30 luglio ha portato all’evacuazione forzata del palazzo da parte delle centinaia di persone che sono accampate nei dintorni. Ma non sono rimaste abbandonate perché esiste una fattiva solidarietà da parte di molte realtà sociali presenti a Roma nonostante il torrido periodo estivo segnato dallo spopolamento della città. Si veda il comunicato del Polo civico esquilino.
Il comune di Roma ha dichiarato che è intenzionato a riacquistare l’immobile per poter assicurarne la continuità nella gestione mutualistica e aperta ai servizi sociali e culturali del quartiere. Ma la società immobiliare ha affermato che deve tutelare gli interessi finanziari dei propri azionisti e quindi vendere il palazzo secondo i valori di mercato che sono elevati un quartiere di pregio collocato a due passi dalla Basilica di San Giovanni in Laterano.
Il rischio di uno scontro in pieno agosto è perciò molto alto. Volti, storie e interessi dell’estate del 2026 nel governo reale delle città.
