Al centro del numero di luglio 2026 della rivista Città Nuova c’è un compleanno importante: i 70 anni della testata, nata nel 1956 nelle valli del Trentino durante una Mariapoli. L’inchiesta, firmata da Luigia Coletta, ripercorre la storia della rivista attraverso il filo della comunità: i lettori che si fanno promotori, i gruppi di dialogo nati attorno ai temi proposti ogni mese, i volontari che portano Città Nuova nelle carceri grazie all’inserto trimestrale. Non è un’operazione nostalgia, scrive l’autrice, ma uno sguardo che resta proteso avanti, dentro la complessità del nostro tempo. Completa il quadro l’intervento di Carlo Cefaloni, che spiega perché Città Nuova non sia mai stata “buona stampa” cattolica, ma fin dall’inizio una voce laica, aperta al dialogo con tutti.
Il direttore Giulio Meazzini apre il numero con l’editoriale Accendere l’immaginazione: una riflessione su cosa significhi festeggiare in un mondo segnato da guerre e dalla cosiddetta “economia della solitudine”, e su perché, proprio per questo, ci sia ancora bisogno di luoghi di incontro reale tra le persone.
Nella sezione L’intervista, Candela Copparoni incontra Walter Kostner, il disegnatore che ha creato Gibì e DoppiaW: dai primi disegni nati per consolare un ragazzo in difficoltà fino al ritorno sulle pagine di Città Nuova un anno fa, una storia che dura da 45 anni. In Storie, da segnalare il racconto di Claude Gamble, tra Africa, Fontem e l’incontro con Chiara Lubich, e quello di un ex aspirante cantante che ha trovato nel Gen Rosso il senso della propria vita.
Tra le pagine di Persona, famiglia e benessere, un’inchiesta sui meccanismi di shrinklation e skimpflation che stanno cambiando ciò che troviamo sugli scaffali, e una riflessione sulla “nonnità” in occasione della festa dei nonni. In Ambiente, spazio agli swap party come pratica di economia circolare e a un bilancio sullo stato di salute del pianeta tra aria inquinata e plastica nei mari.
Nella sezione Italia, Carlo Cefaloni intervista l’ex magistrato Gherardo Colombo sul fallimento del modello carcerario italiano: in Italia il 70% di chi esce dal carcere torna a commettere reati, e per Colombo la recidiva dipende dalla qualità del trattamento, non da un destino ineluttabile. L’intervista affronta anche il 41 bis e la deriva securitaria in atto, fino a un monito netto: «La mafia guadagna consenso dove lo Stato crea ingiustizia».
In Radar, da non perdere il reportage fotografico Patagonia cilena: vento e vastità, un viaggio tra ghiacciai, fiordi e la Cattedrale di Marmo.
Nel numero anche un ricco Speciale che ripercorre i direttori storici della rivista, da Igino Giordani a Giuseppe Garagnani, e la testimonianza di Michele Zanzucchi sui viaggi al fianco di Chiara Lubich.
Buona lettura!
Per gli abbonati. La copia cartacea di questo numero è stata spedita ed è in arrivo. Per chi legge in digitale la rivista è già disponibile sull’app Città Nuova Edicola e sullo sfogliatore web di questo sito (accessibile dal menù Edicola).