Nell’udienza generale di oggi, papa Leone ha fatto una riflessione sul suo recente viaggio apostolico in Africa. Il pontefice ha reso partecipi i fedeli della sua esperienza ricca di spiritualità e significato, sottolineando il valore del dialogo interreligioso, della pace e della riconciliazione in un contesto globale segnato da tensioni e conflitti. È stato particolarmente forte il richiamo alla figura di sant’Agostino, incontrato nella sua prima tappa del viaggio.
Il pontefice ha dichiarato: «La provvidenza ha voluto che la prima tappa fosse proprio il Paese dove si trovano i luoghi di sant’Agostino, cioè l’Algeria. Così mi sono trovato […] a ripartire dalle radici della mia identità spirituale […]. Inoltre, è stata l’occasione propizia per mettersi alla scuola di sant’Agostino: con la sua esperienza di vita, i suoi scritti e la sua spiritualità egli è maestro nella ricerca di Dio e della verità».
Le altre tappe in Camerun, Angola e Guinea Equatoriale sono state significative per altre motivazioni. «La visita in Camerun − dice − mi ha permesso di rafforzare l’appello a impegnarci insieme per la riconciliazione e la pace, perché anche quel Paese purtroppo è segnato da tensioni e violenze»; in Angola «ho sentito pulsare il cuore del popolo […], ho visto con gioia tante religiose e tanti religiosi di ogni età, profezia del Regno dei cieli in mezzo alla loro gente»; in Guinea Equatoriale i detenuti «hanno pregato con me il “Padre nostro” sotto una pioggia battente. Un segno genuino del Regno di Dio!».
L’udienza di oggi ha visto la presenza della comunità di Camposano, accompagnata da istituzioni, studenti e rappresentanze religiose. Presenza simbolica quella del rapper Clementino, ambasciatore dell’iniziativa, che ha rappresentato il legame tra tradizione e contemporaneità, portando in Vaticano l’identità culturale e spirituale del suo territorio.
