Sulla Terra siamo tutti interconnessi: se sta male l’ambiente o se stanno male altri popoli, anche lontani fisicamente da dove viviamo, stiamo male anche noi. Ne è convinta Sveva Sagramola è una conduttrice e autrice televisiva della Rai, da sempre impegnata per l’ambiente. Sobria ed elegante, accompagna il pubblico di Geo (dalle 17 su Rai 3) alla scoperta di luoghi, tradizioni e buone pratiche ambientali. Anche Sagramola è intervenuta al Villaggio per la Terra, a Roma, promosso dal Movimento dei Focolari e da Earth Day Italia. La manifestazione, dal titolo Torniamo a sognare, ha attirato a Villa Borghese migliaia di persone per sensibilizzare sulla salvaguardia del nostro pianeta, in vista della Giornata mondiale della Terra, che si celebra il 22 aprile in tutto il mondo.
Sagramola, lei è stata la madrina del progetto EcoGive Race, che ha coinvolto le scuole. Di che si tratta?
È un progetto che ha coinvolto tantissimi istituti e ragazzi nel far vedere loro come, nelle azioni quotidiane, si possono risparmiare emissioni di anidride carbonica. Bastano piccole abitudini che riguardano il consumo di acqua, il modo in cui ci si sposta… Insomma, tante piccole cose. E questi ragazzi, tutti insieme, applicandosi, hanno risparmiato una quantità di CO2 enorme, come se avessero piantato 20 mila alberi. Questa è una cosa bellissima, perché rende i ragazzi partecipi di azioni concrete, che fanno loro capire quanto conti tanto, quanto è importante quello che ciascuno di noi fa nel proprio piccolo.
Siamo in un momento particolare in cui il risparmio energetico sta diventando una priorità a causa della guerra all’Iran e alla difficoltà di rifornirsi di petrolio e di gas. Si teme una grandissima crisi energetica e il risparmio energetico sta per diventare un imperativo per tutti. Cosa ne pensa?
Questo momento ci insegna ancora una volta, ci dimostra quanto il fatto di essere dipendenti da fonti fossili, che sono in mano ad altri, come il petrolio, sia un laccio che non possiamo più permetterci. Noi dobbiamo accelerare un po’ sulle rinnovabili, che già stanno a oltre il 40% nel nostro Paese, ma sono ferme da decenni. Bisogna portarle avanti. Noi siamo il Paese dell’energia pulita, del vento, del sole… Riuscire il più possibile ad ampliare questa rete è qualcosa che ci fa soltanto guadagnare. Il problema è che le transizioni, i cambiamenti, avvengono lentamente e ovviamente spesso vanno contro degli interessi importanti, quindi subiscono molti rallentamenti, molti boicottaggi, molti ostacoli. Noi però dobbiamo essere coscienti che comunque il cambiamento già è iniziato, sta procedendo, forse un po’ troppo lentamente rispetto ai bisogni, però sta procedendo. Forse questa tragedia che stiamo vivendo – perché al di là del risparmio energetico ci sono persone, bambini, milioni e milioni di sfollati, di persone sotto le bombe, aggredite – potrà farci capire che è davvero l’ora di cambiare pagina su tanti, tanti aspetti.
Quindi è possibile tornare a sognare nonostante le brutture che ci sono intorno a noi?
Dobbiamo tornare a sognare. Dobbiamo, perché la speranza ci deve essere sempre. Non dobbiamo mai perderla e mai smettere di lavorare per la pace e per il dialogo.
Lei ha detto che i ragazzi dle progetto EcoGive Race sono riusciti a risparmiare tantissima energia con piccoli gesti quotidiani. Ce ne può dire qualcuno?
Sono gesti quotidiani come stare attento a quello che mangi, a quello che compri, a fare bene la raccolta differenziata e allo smaltimento dei rifiuti, a pensare a quanta acqua consumi e a come la consumi, decidere di cambiare tutte le lampadine, sostituendole con quelle a basso costo, usare meno plastica… I modi sono tantissimi!
Lei conduce Geo, una trasmissione impegnata per l’ambiente e la natura. Da che nasce il suo impegno per la protezione dell’ambiente?
Nasce dalla consapevolezza che questo è l’unico pianeta che abbiamo, che è la nostra casa, che noi non siamo più degli altri esseri viventi, siamo in una rete, che è la rete della vita, e quindi condividiamo il pianeta con altri esseri e siamo tutti legati allo stesso filo. Se stanno male le piante, i mari, gli oceani, stiamo male noi. Se stanno male le persone, anche quelle lontane da noi, stiamo male noi. E quindi noi dobbiamo proprio ripescare questo filo di unione e di cura per il pianeta.
