Il 5 marzo scorso il Consiglio europeo ha adottato la normativa europea sul clima modificata al 2040. Viene introdotto infatti in tale anno un traguardo climatico intermedio (fra il 2030 e il 2050) che prevede la riduzione delle emissioni nette di gas a effetto serra del 90% rispetto ai livelli del 1990. Questo passo segue l’accordo raggiunto a dicembre al Parlamento Europeo, sostenuto da tutti gli Stati membri fatta eccezione per l’Ungheria, la Polonia, la Repubblica Ceca e la Slovacchia che hanno votato contro mentre il Belgio si è astenuto. Il 2040 è quindi la tappa intermedia tra l’obiettivo di riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030 e la neutralità climatica al 2050.
La normativa sul clima modificata al 2040, stabilisce ulteriori elementi chiave di cui la Commissione deve tenere conto nell’elaborazione delle sue proposte legislative per il periodo successivo al 2030, ponendo l’accento su semplificazione, equità sociale, competitività, sicurezza e accessibilità economica dell’energia e altre priorità. Il nuovo target climatico intermedio al 2040 prevede inoltre la possibilità di contabilizzare − a partire dal 2036 − nel bilancio delle emissioni fino al 5% di crediti internazionali di carbonio extra UE. Tra le altre cose, l’intesa rinvia di un anno, dal 2027 al 2028, l’entrata in vigore del sistema Ets2, cioè il sistema introdotto dall’UE per ridurre le emissioni di Co2 nei settori degli edifici e del trasporto su strada, per dare un impatto più morbido alla nuova normativa.
Cosa succede ora?
L’adozione da parte del Consiglio europeo del 5 marzo scorso costituisce la fase finale del processo legislativo. Il regolamento così modificato entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea e si applicherà direttamente in tutti i paesi dell’UE. Inoltre ogni due anni ci sarà un riesame della normativa europea sul clima, sulla base degli sviluppi scientifici e tecnologici.
“L’Unione Europea mantiene l’impegno a guidare la lotta globale contro i cambiamenti climatici, proteggendo nel contempo la nostra competitività e garantendo che nessuno sia lasciato indietro – afferma Maria Panayiotou, ministra dell’Agricoltura, dello sviluppo rurale e dell’ambiente della Repubblica di Cipro −. L’adozione di questo importante traguardo climatico per il 2040 fornirà all’industria, ai cittadini e agli investitori le rassicurazioni di cui hanno bisogno per la transizione pulita nel prossimo decennio”.
