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Italia > Se ne discute

Ddl antisemitismo: rischi di censura e repressione della libertà di espressione?

di Sara Fornaro

Sara Fornaro

Il disegno di legge 1004 per contrastare l’antisemitismo è stato approvato al Senato, col contributo di alcuni senatori delle opposizioni. Ora si attende il passaggio alla Camera. Restano delle criticità. Per Gad Lerner una legge speciale a tutela degli ebrei potrebbe fomentare il pregiudizio antisemita

 

Primo via libera dell’aula del Senato al disegno di legge per il contrasto dell’antisemitismo, con 105 sì, 24 no e 21 astensioni. Roma 4 marzo 2026. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Possiamo criticare la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i suoi ministri. Possiamo criticare anche il capo dello Stato, Sergio Mattarella, senza che nessuno ci accusi di essere contro l’Italia. Possiamo pure criticare il papa: del resto in tanti hanno preso di mira Francesco, anche nelle gerarchie ecclesiastiche, senza che nessuno li accusasse di essere contro la Chiesa o i cristiani. Eppure, presto, potremmo essere accusati di antisemitismo per aver criticato Israele e il suo operato.

Un padre palestinese sfollato con la figlia a Gaza City, Striscia di Gaza. Ansa/EPA/MOHAMMED SABER

Il disegno di legge 1004 per contrastare l’antisemitismo

Il 4 marzo in Senato è stato approvato il ddl 1004 dal titolo “Disposizioni per il contrasto all’antisemitismo e per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo”. In esso sono confluiti sette disegni di legge presentati da: Massimiliano Romeo (Lega), Ivan Scalfarotto (Italia Viva), Maurizio Gasparri (Forza Italia), Maria Stella Gelmini (Noi moderati), Lucio Malan (Fratelli d’Italia), Andrea Giorgis (Pd), Graziano Delrio (Pd). Con l’accorpamento e la la revisione del ddl in Senato, l’art. 1 è stato così riformulato: «La Repubblica italiana, in attuazione dell’articolo 3 della Costituzione, ripudia ogni forma di antisemitismo, favorisce azioni volte a contrastarne qualunque espressione e ostacola la diffusione del pregiudizio antisemita in Italia, ferme restando la libertà di critica politica e di espressione del pensiero e la libertà di riunione e di associazione, nel rispetto dei princìpi costituzionali». Nel ddl 1004 al Senato viene adottata la definizione di antisemitismo dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (International Holocaust Remembrance Alliance – IHRA) nel 2016. Ecco dunque che per «antisemitismo si intende una determinata percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti, le cui manifestazioni, di natura verbale o fisica, sono dirette verso le persone ebree e non ebree, i loro beni, le istituzioni della comunità e i luoghi di culto ebraici».

Una definizione, come ha sottolineato Amnesty international, «che gli stessi estensori hanno invitato a non trasformare in legge e a non utilizzare in contesti di formazione universitaria, visto il rischio che si trasformi in strumento di censura e di repressione». Proprio per questo i membri dell’Ihra avevano sottolineato che «le critiche verso Israele simili a quelle rivolte a qualsiasi altro paese non possono essere considerate antisemite».

Nel dossier prodotto dal Senato sul nuovo ddl, tuttavia, c’è scritto: «Nel rispetto dei diritti costituzionali di libere manifestazioni e di espressioni del libero pensiero – ivi incluso il diritto di criticare le azioni del governo israeliano – appare evidente come dietro a posizioni antisioniste/anti-israeliane si celino atteggiamenti riconducibili all’antisemitismo». Inoltre, facendo riferimento al Rapporto annuale sull’antisemitismo in Italia del Cdec, nel dossier si legge che il pregiudizio antisemita contemporaneo si esprime anche «nell’espressione di opinioni anti israeliane che vanno oltre i limiti della critica politica in cui Israele è condannato per alcuni atti mai attribuiti ad altri Stati». Chi giudicherà se la critica allo Stato israeliano “va oltre i limiti”?

Una delle bambine uccise in Iran dall’attacco aereo di Israele e Stati Uniti. 28 febbraio 2026. Foto Ansa/ EPA, Dipartimento degli Esteri iraniano

Le accuse rivolte allo Stato di Israele

Il timore è che il ddl 1004 si trasformi in uno strumento di censura per le critiche a Israele. Parliamo di uno Stato in cui il premier Benjamin Netanyahu e alcuni ministri sono indagati dalla Corte penale internazionale per genocidio. Reato che, per l’Onu, si è già consumato a Gaza, dove i morti confermati da Israele superano i 70 mila: un terzo sono bambini. Netanyahu è indagato – tra le altre cose – per abuso di potere, frode e corruzione. Il suo governo in un solo anno ha bombardato 7 Paesi, distruggendo ospedali, scuole, case e quanti erano al loro interno, in barba al diritto umanitario internazionale. Sempre Israele, con gli Usa, ha dato vita ad un attacco “preventivo” all’Iran ufficialmente per il solo fatto di avere missili a lunga gittata e uranio arricchito al 60%. Insufficiente, secondo l’Aiea (Agenzia internazionale per l’energia atomica), per produrre la bomba atomica. Un’arma che Israele, tra l’altro, già possiederebbe. Tra i primi edifici colpiti dai missili guidati dall’intelligenza artificiale in Iran c’è stata una scuola primaria: sono morte quasi 180 bambine. Complessivamente, dopo le centinaia di attacchi, in Iran le vittime sarebbero più di mille.

Mattarella: In Italia non c’è posto per antisemitismo e odio razziale

La questione dell’antisemitismo è serissima e va affrontata con impegno, con l’educazione al rispetto, all’accoglienza, con la conoscenza, il dialogo e la cultura. Perché, come ha detto il capo dello Stato, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata della memoria 2026, «nella Repubblica non c’è posto per il veleno dell’odio razziale, per i germi della discriminazione, per l’antisemitismo che affiora ancora pericolosamente, per coloro che predicano la violenza, per chi coltiva ideologie di oppressione, di sopraffazione, per chi coltiva odio».

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Edith Bruck, in occasione della celebrazione del “Giorno della Memoria” al Quirinale
(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Tuttavia, il disegno di legge 1004, secondo università (come la Statale di Milano), associazioni (vedi Amnesty International) e intellettuali anche ebrei (per esempio lo scrittore Moni Ovadia), può costituire una minaccia alla libertà di espressione garantita dalla Costituzione.

Gad Lerner: una legge speciale fomenterà il pregiudizio antisemita

Al senatore Delrio, al momento della presentazione del suo disegno di legge poi confluito nel ddl 1004, lo scorso dicembre si era rivolto Gad Lerner, giornalista ebreo. «Caro Graziano Delrio, e se uno porta dei maiali a orinare sul terreno destinato alla costruzione di una moschea? E se una scrive, in odio ai rom, “Siete nomadi, tornatevene a nomadare?” Che fai, promuovi disegni di legge appositi contro l’islamofobia e l’antiziganismo? Non ti rendi conto – ha scritto Lerner – che la legge speciale a tutela di noi ebrei, da te presentata al Senato, pur con le migliori intenzioni, finirà solo per fomentare il pregiudizio antisemita e metterci ancor più nel mirino? Le normative per contrastare l’incitamento all’odio razziale esistono già, benché applicate a intermittenza. Non c’è bisogno di confezionarne una su misura a protezione di un soggetto coinvolto in un conflitto in corso, e non l’altro. Puniresti anche chi apostrofa come terrorista l’intero popolo palestinese, o chi sostiene che non abbia diritto di esistere? P.S. Gli esempi di cui sopra (maiali e minacce ai rom) sono rispettivamente opera di un ministro del governo in carica e della sua premier».

Il giornalista Gad Lerner alla manifestazione per la pace in Palestina, Roma, giugno 2025. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Il Rapporto annuale sull’antisemitismo

Nel dossier del Senato si cita il Rapporto annuale sull’antisemitismo in Italia del Cdec, Fondazione Centro di documentazione ebraica contemporanea. «Nel corso dell’anno – affermano gli autori dell’edizione 2025 – si sono registrati 963 episodi di antisemitismo», concentrati in Lombardia e Lazio, seguiti da Toscana, Emilia-Romagna, Piemonte e Veneto.

A pag 10 si legge come emerga «il sempre più ampio impiego di dog whistle per mascherare i discorsi d’odio contro gli ebrei e renderli socialmente accettabili (ad esempio, attraverso emoji quali gufo, rana, falco, serpente, ratto, polpo, scimmia e maiale, mattoni, triangolo rosso, naso, diavolo, etc., tutti meta messaggi comprensibili solo all’interno di subculture estremiste)». Sotto accusa anche il comico Maurizio Crozza per l’imitazione di Netanyahu in veste di nuovo Hitler, il leader del M5S Giuseppe Conte, Alessandro Di Battista, la relatrice dell’Onu Francesca Albanese, il comico Enzo Iacchetti.

I “contestatori antisionisti”

La galassia dei «contestatori “antisionisti” in Italia» viene ricondotta dal Rapporto Cdecai membri di gruppi di estrema sinistra (sindacati, partiti politici, movimenti studenteschi, centri sociali, collettivi); neonazisti e pensatori di area; italiani di seconda generazione originari di Paesi arabi; movimenti palestinesi, islamisti e di sinistra; attivisti dell’estrema sinistra latino-americana; islamisti appartenenti a gruppi semi-organizzati; simpatizzanti per la causa.

Partecipanti alla manifestazione per Gaza a Roma. Foto di Sara Fornaro

Sono inclusi coloro che ripetono lo slogan “Dal fiume al mare”, che vorrebbe intendere uno Stato palestinese senza Israele. La stessa dichiarazione viene regolarmente ripetuta da Netanyahu e da molti suoi ministri, tra un bombardamento e l’altro della Striscia di Gaza, senza che però nessuno li accusi di antipalestinismo. Anche il boicottaggio di prodotti israeliani sarebbe antisemitismo. Eppure, in una sentenza del 2020 (Affaire Baldassi et autres), la Corte europea dei diritti dell’uomo ha sottolineato che il boicottaggio rientra nella libertà di espressione degli europei, purché non si oltrepassi il limite dell’appello all’odio, alla violenza e all’intolleranza. Un forte boicottaggio, d’altra parte, è attualmente in atto in Danimarca rispetto ai prodotti statunitensi, come risposta al tentativo di appropriazione della Groenlandia.

Tra le critiche di Amnesty international al ddl 1004, c’è anche la preoccupazione per il fatto «che il testo proposto inquadri l’antisemitismo in una logica securitaria, in base alla quale il dissenso – espresso ad esempio durante le manifestazioni contro le politiche del governo d’Israele – rischia di essere trattato come minaccia alla sicurezza nazionale. Già oggi la strategia nazionale definisce l’antisemitismo in questi termini, equiparandolo al terrorismo. Questo approccio rischia di criminalizzare qualsiasi azione di sensibilizzazione contro l’apartheid, l’espansione illegale degli insediamenti e il genocidio perpetrati dal governo israeliano contro la popolazione palestinese».

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