Ciao Giulio, ti seguo sempre con interesse e ti ringrazio per i diversi articoli che tante volte mi hanno aiutata a vedere le cose più ampiamente. Quando però ho letto il tuo ultimo articolo sul Referendum, mi sono sentita bollire dentro e ti spiego perché.
Tu dici che Città Nuova sostiene il SI’ e il NO perché tra i lettori ci sono le diverse sensibilità. E no, qui non sono proprio d’accordo perché si tratta di demolire la Costituzione. Non è un argomento come tutti gli altri. La Costituzione ci rappresenta tutti, nella Costituzione ci sentiamo tutti ugualmente tutelati.
Per cambiarla (7 articoli), essendo studiata con pesi e contrappesi fino all’ultima virgola, avrebbero dovuto procedere con lo stesso criterio di quando l’hanno scritta. Un adeguato numero di rappresentati di destra, centro e sinistra messi a studiare unicamente gli articoli interessati per tutto il tempo necessario (un anno e mezzo per scriverla), finché almeno i 2 terzi di loro, meglio all’unanimità, trovassero l’accordo. Solo in quel caso, sarebbe stato lecito acconsentire uguale dignità di pensiero.
Non sono sullo stesso piano il SI’ e il NO. Non si tratta solo di ragionamento diverso, non si tratta di opinioni, si parla di Costituzione. Se hanno ritenuto di entrare nel merito anche il card. Zuppi e tante altre autorità, è perché non è un argomento da prendere alla leggera.
Visto che tanti cittadini non si sentono più coinvolti e rappresentati dalla politica, almeno Città Nuova dovrebbe tendere a formarci alla pace e all’unità: cos’è che ci rappresenta di più l’unità della nostra CARTA COSTITUZIONALE?
Adelina Sasso
Per approfondire, leggi gli approfondimenti nel nostro focus sul referendum costituzionale
