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Cultura > Venezia

La prima volta di Julia Roberts

di Mario Dal Bello

- Fonte: Città Nuova

A Venezia arriva la celebre star americana, 70 film alle spalle, protagonista del film di Guadagnino “After the Hunt”

Julia Roberts sul red carpet per la visione di “After the Hunt” all’82a Mostra del Cinema di Venezia, 29 agusto 2025. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Il sorriso è pieno, aperto, l’abito elegantissimo. È lei a 57 anni a sfilare per la prima volta al Lido. Commossa, emozionata. Una signora, assolutamente, una diva vera, di quelle che si vedono raramente. Nel film di Luca Guadagnino, fuori concorso, il thriller diremmo “scolastico” incarna una professoressa di filosofia in carriera che entra in crisi a causa delle accuse per molestie sessuali al collega ed amico Andrew Garfield (bravissimo, al solito) da parte di una studentessa di colore (Ayo Ederbirl).

Dove sta la verità dal momento che lui nega? Certo, si può pensare ad un revival del movimento Me Too, ma non sembra questo il nucleo della vicenda abbastanza complessa dalle indagini mosaicate: razzismo, gelosie fra colleghi, rapporti ambigui, infedeltà, desideri, dolori. Il regista mette molta (troppa?) carne al fuoco in un lavoro molto ben recitato ma forse un po’ fuorviante per la mancanza di un punto fermo e di un barocchismo più che estetico, emotivo e sentimentale dove la risposta su che cosa e quale sia la verità resta inevasa. Sotto questo aspetto, Guadagnino espone la realtà del nostro tempo, tuttavia non appare sufficiente ad evitare l’impressione di un lavoro che avrebbe avuto bisogno di una maggior sintesi e di minori tessere di mosaico.

Gli attori sudcoreani Lee Sung-min, Yeom Hye-ran, Lee Byung-hun, Son Yej-in, Park Hee-soon e il regista Park Chan-wook alla première di ‘Eojjeol Suga Eopda’ (Nessun’altra scelta) durante l’82a Mostra del Cinema di Venezia, 29 agosto 2025. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Altro mondo invece, quello del lavoro. Il francese À pied d’oeuvre di Valérie Donzelli e il sud-coareano Eojjeol suga eopda (No Other Choice) di Park Chan-wook in due lavori assai diversi ma simili mettono a fuoco le derive del capitalismo. Donzelli parla di un fotografo di successo, in crisi, lasciato dalla moglie e dai figli, fallito come scrittore e pronto a qualsiasi lavoro. Realizzerà il suo sogno? Forse sì.

Il lavoro coreano racconta di un operaio ben pagato ma licenziato dal solito “tagliatore di teste” quando la fabbrica viene presa dagli americani, per i quali i soldi sono tutto. Che fare? L’uomo sceglie una via senza compromessi: ucciderà i concorrenti prima di lui. La disperazione produce  più che speranza, morte. Alla sobrietà del film francese risponde la crudeltà voluta del coreano: due modi per contrastare e contestare la morte sociale e la fine dei sogni. A noi il giudizio finale, cioè allo spettatore.

Ed infine, torniamo  a casa nostra, alle Giornate degli Autori con il lavoro di Nicolangelo Gelormini, La gioia con Valeria Golino, Jasmin Trinca e Saul Nanni. Il mèlo vede la professoressa nubile e inibita innamorarsi del disinibito studente che vende il proprio corpo, anche a lei. Nasce la passione che, al solito, produce morte. Bravissime le attrici, forse deve ancora crescere il giovane Nanni, già visto nel Gattopardo televisivo.

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