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Ambiente > Animali

Dove lascio il cane durante le vacanze?

di Letizia D’Avino

- Fonte: Città Nuova

Quando non è possibile portare il proprio animale in ferie, si possono trovare soluzioni alternative, chiedendo aiuto ad amici o parenti, contattando una pensione o facendo ricorso ad un “pet sitter”

Un cane alla manifestazione a favore degli animali in Francia

Non tutti, purtroppo, possono portare in vacanza il proprio amico a quattro zampe. Quali sono le alternative quando è necessario lasciare a casa il nostro beniamino? Esaminiamo diverse possibilità.

Possiamo lasciarlo ad un familiare o a un amico fidato. In questo caso, oltre ad assicurarsi che le persone scelte siano in grado di occuparsi dell’animale in nostra assenza, c’è anche un’altra possibilità: lo scambio di cortesie tra padroni che si conoscono. Questa abitudine si chiama “cane alla pari” o “pet sharing” ed ha, come vantaggio, la possibilità per il proprio animale di trascorrere un periodo con un suo simile che già conosce. Si possono anche cercare volontari che accudiscano il proprio animale su www.petsharing.it, il social network “a quattro zampe”.

Possiamo lasciarlo in una pensione per animali. Va scelta in modo oculato e solo dopo un’accurata visita. Una pensione deve offrire:

  • box individuali muniti di accessori per l’alimentazione e l’abbeveraggio, dotati di una “zona notte” chiusa su tre lati, possibilmente coibentata o riscaldata a seconda del clima, facilmente accessibile per le pulizie quotidiane e munita di pedana rialzata per il riposo ed una “zona giorno” parzialmente coperta per offrire riparo dalle intemperie;
  • un’ampia zona verde parzialmente ombreggiata per le “libere uscite”;
  • un medico veterinario.

È bene informarsi su cosa mangerà il nostro cane, sugli orari e i programmi della giornata. È consigliabile lasciare con l’animale, oltre alla sua brandina e alle sue ciotole, anche qualche suo gioco e qualcosa di nostro, in modo che l’animale possa associare quest’ultima cosa ad un nostro pronto ritorno per recuperarla e vincere la fobia o l’ansia dell’abbandono. Prima dell’entrata in struttura, ricordiamoci di chiedere al nostro veterinario un certificato di buona salute da allegare al libretto delle vaccinazioni, mentre al ritiro può essere consigliabile una visita di controllo. Al momento dell’accoglienza nella pensione, si dovrebbe compilare una scheda con i dati anagrafici dell’animale, la situazione sanitaria (vaccinazioni, terapie in corso, allergie, trattamenti antiparassitari ecc.), annotazioni sulle caratteristiche caratteriali (fobie o abitudini particolari) o esigenze specifiche, numeri telefonici importanti (del proprietario e del veterinario di fiducia).

Altro consiglio è quello di far abituare il nostro amico gradualmente al nuovo ambiente magari con brevi soggiorni, sia per saggiare la capacità di adattamento dell’animale sia per abituarlo al distacco e anche per far capire al nostro amico che si tratta solo di una sistemazione temporanea. Infine, quando lo lasciamo, facciamolo senza dare troppa importanza ai saluti in modo da evitare che si ecciti troppo.

Possiamo ricorrere ad un pet-sitter. Un’altra possibilità è affidarci ad un pet-sitter, che quotidianamente venga a casa in nostra assenza e se ne prenda cura.Può essere un’alternativa per evitare all’animale lo stress di un ambiente estraneo, purché le persone a cui ci affidiamo siano innanzi tutto fidate (gli lasciamo le chiavi di casa!), ma anche esperte e capaci di assistere l’animale non solo per quanto riguarda le sue necessità primarie, ma anche dal punto di vista del gioco e dello svago.

A cura della dott.ssa Letizia D’Avino Centro medico veterinario “Zoe”, via Aldo Moro 75, Somma Vesuviana, Napoli.

 

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