11 settembre in moschea

Un invito rivolto ai cristiani perché si ricordi la tragedia delle Torri gemelle nei luoghi di culto musulmani. Un modo per dire "no" al terrorismo
Chiese e moschee © Michele Zanzucchi 2015

Dopo l'uccisione di padre Jacques Hamel vicino a Rouen, da parte di due ragazzetti disadattati che si richiamavano al Daesh, le porte di tante chiese nel mondo si sono aperte per far entrare fedeli islamici alla messa dell'ultima domenica di luglio. Solo in Italia sembra che 23 mila musulmani abbiano aderito all'invito. Le cronache hanno raccontato di momenti di fraternità visibile e sentita tra fedeli di religioni diverse. Non pochi musulmani per la prima volta entravano in una chiesa, e non pochi cristiani hanno visto entrare nbei banchi della loro parrocchia donne velate e uomini barbuti. Altri, già abituati agli "scambi di cortesie", hanno gioito per una iniziativa che testimoniava non solo solidarietà ma anche e soprattutto la convinzione ribadita più volte da papa Francesco: «Il mondo è in guerra, non di religione ma per il potere».


Ora un migliaio di comunità musulmane hanno aderito all'iniziativa "Cristiani in moschea" lanciata nelle settimane scorse dalla Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) e dal movimento "Uniti per unire", dei quali è presidente Foad Aodi, medico italiano di origine palestinese. Verranno aperte le porte delle moschee ai cristiani l'11 settembre, quindicesimo anniversario delle Torri gemelle, e il 12 settembre, festa musulmana del sacrificio. Al di là delle sigle in campo, dovrebbe diventare normalità la reciproca frequentazione. Come già avviene in tante città europee.

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