Libertà di espressione, censura, privacy e comunicazione: sono questi i quattro grandi temi al centro del numero della rivista Teens di novembre 2022, edita da Città Nuova, che porta il titolo “Libertà, censura, comunicazione, privacy”. A tenerli insieme è una domanda semplice ma tutt’altro che scontata: fino a che punto siamo davvero liberi di comunicare, di esprimerci, di proteggere la nostra identità? Sono i ragazzi stessi della redazione a porsela, esplorando il tema da angolature diverse e inaspettate, con la curiosità e la freschezza che contraddistinguono questa rivista bimestrale.
Si parte dai big data e dai social media, con un’intervista a un esperto di comunicazione digitale che spiega come le piattaforme raccolgano e usino i nostri dati personali, spesso senza che ce ne rendiamo conto. Si passa poi al linguaggio del corpo e delle emoji, perché comunicare non significa solo parlare o scrivere, e all’abbigliamento come forma di espressione: dalla storia di Masha Amini in Iran alle riflessioni sulla giornalista Marina Nalesso, il numero mostra quanto un gesto apparentemente banale come scegliere cosa indossare possa diventare un atto di libertà o di resistenza. Non manca uno sguardo critico sul politically correct, raccontato attraverso un’intervista a un giornalista italiano che lavora in Sudamerica.
In Teens di novembre 2022 si parla anche di libertà di stampa — con un focus sulla situazione italiana e mondiale — e di giornalisti coraggiosi come Federica Angeli, che ad Ostia ha sfidato la camorra pagandone le conseguenze. C’è spazio per Julian Assange, per la crittografia come strumento di protezione della privacy, per la censura nell’arte (il caso di Manet) e nella musica del Risorgimento, fino ai disclaimer sui classici Disney. La sezione “Deep” dedica una pagina a Socrate, simbolo eterno di chi non rinuncia alla libertà di pensiero nemmeno davanti alla morte, mentre la storia della runner somala Samia Yusuf Omar chiude il numero con una testimonianza toccante su sport, dignità e confini che non avrebbero dovuto esistere.
Un numero che fa pensare, che mette in discussione certezze e invita a guardare il mondo con occhi più attenti. Perché la libertà — di parola, di stampa, di essere sé stessi — non è mai qualcosa che si può dare per scontata.
Buona lettura!