Potremmo vivere senza social? È la domanda che apre il numero della rivista Teens di marzo 2020, edita da Città Nuova, con il titolo Liberamente Social — un invito a guardare con occhi onesti e curiosi il mondo dei social network, senza demonizzarli né idealizzarli. Il punto di partenza è un libro e un esperimento reale: Veronica, quattordici anni, ha trascorso trenta giorni senza social media. Da questa sfida è nato il volume Liberamente Veronica di Fernando Muraca, che la redazione ha avuto il piacere di intervistare, e un progetto scolastico che sta coinvolgendo sempre più classi in tutta Italia.
In Teens di marzo 2020 si ripercorre la storia dei social dalle origini — il primo social network non fu Facebook ma SixDegrees, nato nel 1997 — fino ai giorni nostri, con approfondimenti su TikTok, gli influencer e il fenomeno dei cookies e della sorveglianza digitale. Una psicoterapeuta dell’infanzia e dell’adolescenza, Lucilla Pomponi, spiega le nuove patologie legate all’uso della rete, dalla dipendenza da internet alla nomofobia, mentre i ragazzi della redazione ribaltano i ruoli e sono loro a farle le domande, raccontando in prima persona come i social influenzano il loro modo di pensare e di essere.
Non manca uno sguardo ai lati positivi: senza i social, la redazione di Teens — una quarantina di ragazzi sparsi per l’Italia e oltre — semplicemente non esisterebbe. Le videochiamate di redazione, le chat di gruppo, i contatti con le redazioni di Panama e Brasile: tutto passa per il web. C’è poi spazio per la musica, con un’analisi del brano Insta Lova di Marracash e Guè Pequeno che racconta le love story nate e vissute esclusivamente sui social, e per la sezione Deep, dove si riflette sulla ricerca di autenticità in un mondo che spinge a indossare maschere.
A chiudere il numero, la recensione del film d’animazione Ralph spacca Internet, che affronta con ironia e profondità temi come l’accessibilità non controllata alla rete, il valore dell’amicizia e la differenza tra quantità e qualità nel mondo digitale. In Teens di marzo 2020 i social non sono né buoni né cattivi: dipende da come li usiamo e, soprattutto, da quanto rimaniamo noi stessi.
Buona lettura!