Tentazione di credere entazione di credere

È Pierpaolo Pasolini il personaggio più citato nell’edizione 2005. Il trentesimo della scomparsa favorisce l’apertura del cardinale Poupard, presidente del Pontificio consiglio per la cultura, che lo definisce indagatore profetico del malessere contemporaneo, e il saggio pregnante di Stefania Parigi sull’ Inquietudine religiosa di Pasolini che apre nuove spie sulla ricerca spirituale del regista, in particolare sul senso cristologico del film Teorema. D’altra parte il cinema è ritratto della speranza ricorda Luciano Barisone, presidente dell’Infinity Festival, presentando brani da lavori di Herzog, Philibert, Kavase e Rulli dove infanzia, malattia e amore-dolore rendono vera l’affermazione che il cinema deve cogliere lo splendore del vero nel momento in cui si manifesta . Risulta perciò conseguente l’indagine di Giorgio De Vincenti, direttore del Dams Roma 3, sullo scandalo del sacro in Abel Ferra e Lars von Trier, che giocano il gioco di Dio senza saperlo, com’è del cinema oggi e l’indagine sulla filmografia visionaria di Kiarostami. Ne emerge una visione positiva del cinema contemporaneo, anche grazie all’esperienza di Giuseppe Piccioni, un regista che nel suo Fuori dal mondo ha optato, rendendo una suora protagonista, per una scelta oggi trasgressiva. Come lo sono alcuni film proiettati per una settimana alla Sala Trevi, fra cui lo splendido Il grande silenzio del tedesco Philip Grönig sulla vita in una Certosa e l’inquietante Specchio magico del grande De Oliveira. Le Premiazioni con gli RDC Awards, consegnati da don Dario Viganò, Presidente dell’Ente, – con la novità dei corti di cui primo vincitore è stato l’attore Valerio Mastandrea con Trevirgolaottantasette -, ha sigillato un festival che, nel clima un po’ depresso di certo cinema, rappresenta un atto di coraggio, pure nel considerare la fede come costante tentazione dell’essere umano.

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