Si può dare di più

«Ci ha colpito la solidarietà delle famiglie di Lampedusa verso quella povera gente arrivata dal mare, ma abbiamo tre bambini, un mutuo, un lavoro stabile e uno precario. È possibile anche per gente come noi fare qualcosa di concreto per chi sta peggio?». Lucia e Paolo ‑ Torino
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«Ci ha colpito la solidarietà delle famiglie di Lampedusa verso quella povera gente arrivata dal mare, ma abbiamo tre bambini, un mutuo, un lavoro stabile e uno precario. È possibile anche per gente come noi fare qualcosa di concreto per chi sta peggio?».

Lucia e Paolo ‑ Torino

 

Le famiglie giovani, ma ormai anche quelle più mature, sperimentano ogni giorno l’incertezza del domani. Alla faccia della pubblicità, che si esercita in spot sempre più persuasivi, i consumi calano e il risparmio non cresce. Ma non tutto il male viene per nuocere: una certa insicurezza materiale fa emergere una coscienza nuova, prima soffocata dall’euforia del consumismo, e oggi più acutamente sensibile alla realtà che i mezzi di comunicazione ci mostrano: calamità naturali, guerre, povertà diffusa anche nelle società che vantavano una certa opulenza.

 

E così, c’è chi dà, inventando mezzi e modi diversi, secondo le diverse possibilità: conosco coppie giovani che organizzano reti virtuali per scambi di oggetti, usati ma buoni, nel puro spirito di gratuità; anziani che tengono duro nel continuare a versare, il giorno stesso in cui riscuotono la pensione, il loro contributo per un sostegno a distanza; famiglie che si offrono di custodire il bambino del vicino o di organizzare con altre famiglie gite o feste, alternative perché ognuno porta qualcosa da condividere con tutti e magari si approfitta per una piccola raccolta di fondi per una giusta causa.

 

 

Quello che vale, più che dare, è darsi: il tempo, le capacità, le idee, le energie fisiche, ma anche l’ascolto, l’affetto, la vicinanza, la preghiera. E tutti i luoghi sono buoni: il condominio, la scuola, il comune, la parrocchia.

Fondamentale è gettare in famiglia le basi di una cultura del dono per un futuro di fraternità: iniziamo dalle nostre città, per crescere verso quella pienezza che ha la misura dell’umanità intera.

spaziofamiglia@cittanuova.it

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