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Ekklesía N. 12 (2021/03)

Virtuale e reale

Ekklesía n. 12 esplora il confine tra virtuale e reale, offrendo una guida per abitare i social media senza perdere l’autenticità delle relazioni. Tra sfide educative, nuove forme di evangelizzazione online e testimonianze di fraternità vissuta, il numero invita a costruire una socialità vera e densa nel mondo digitale.

Copertina rivista Ekklesia numero 12 (Città Nuova).
Copertina rivista Ekklesia numero 12 (Città Nuova).

Il numero 12 della rivista Ekklesía, edita da Città Nuova, affronta una delle sfide più delicate e affascinanti del nostro tempo: l’interconnessione tra vita digitale e quotidiano concreto. Il tema centrale “Virtuale e reale” non viene trattato come una contrapposizione, ma come un’unica realtà complessa che richiede nuovi strumenti di discernimento. Nell’editoriale “Socialità vera e densa”, il direttore Hubertus Blaumeiser ci invita a riflettere su come la tecnologia abbia accorciato le distanze fisiche senza però garantire automaticamente una vera vicinanza del cuore. La sfida è quella di abitare il continente digitale con la consapevolezza che ogni interazione mediata da uno schermo deve puntare a una relazione autentica, capace di generare una comunione che sia, appunto, densa di significato e umanità.

All’interno di questo scenario, il contributo di Chiara Lubich, presente nella sezione spiritualità dell’unità, offre una prospettiva profetica sull’oggi della comunicazione. La fondatrice dei Focolari sottolinea come i mezzi tecnici siano doni che possono facilitare l’unità della famiglia umana, a patto che l’anima della comunicazione rimanga l’amore reciproco. In Ekklesía n. 12, il pensiero di Chiara Lubich ci ricorda che comunicare non è solo trasmettere dati, ma “farsi uno” con l’altro, portando la luce del Vangelo anche nelle reti virtuali. Questa visione sposta l’attenzione dall’efficienza dello strumento alla qualità dell’incontro, trasformando il web in un luogo dove è possibile testimoniare una fraternità universale che non conosce confini geografici.

Anche papa Francesco interviene nel dibattito analizzando con realismo le opportunità e le insidie del web. Il Pontefice mette in guardia dai rischi di un isolamento sociale mascherato da iper-connessione, dove l’eccesso di informazioni può portare a una paralisi dell’ascolto e dell’empatia. Tuttavia, il Papa non demonizza la rete, ma la vede come una strada da percorrere con responsabilità e creatività per annunciare la speranza. Attraverso le analisi di esperti come Stefania Tanesini, emerge come la Chiesa sia chiamata a una conversione pastorale digitale, imparando nuovi linguaggi per intercettare le domande di senso che corrono sui social, senza mai perdere di vista il valore insostituibile del contatto fisico.

Il fascicolo prosegue con un’analisi concreta dei cambiamenti antropologici in atto, esplorando come la pandemia abbia accelerato l’ingresso del virtuale nella vita dei più giovani. In Ekklesía n. 12, i contributi di Fernando Muraca e Maddalena Ionata approfondiscono l’impatto degli algoritmi sulla percezione di sé e degli altri, evidenziando la necessità di un’educazione critica. Il racconto di esperienze innovative, come l’evangelizzazione online della Comunità Shalom o il lavoro di “preti influencer” come Gianmario Pagano, dimostra che è possibile abitare il digitale come tessitori di fraternità. In sintesi, il numero ci consegna una bussola per non smarrirci nella rete, ricordandoci che la vera sfida è restare umani e pienamente presenti in ogni spazio.

Buona lettura!

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