Natale

Come destinata a un antico evangeliario, la prosa di Giordani si fa incisione preziosa, colorata di ori e gemme. È Natale e le parole che celebrano l’evento fioriscono quale canto di angeli intorno al presepe.
Copertina natale
L’umanità antica aspettava un bambino, capace di ridare un principio, una infanzia, alla carovana umana insenilita dalla colpa. […] Venne Gesù: e portò la pace agli uomini di buona volontà. […] E la luce di Betlem non finisce d’illuminare i cuori degli uomini. Pur tra rovine, delusioni, negazioni, dopo secoli, l’annunzio degli angeli suscita sempre speranza. […]

La Chiesa, per venti secoli, pur tra persecuzioni, non ha cessato, un solo giorno, di bandire quel messaggio, assicurando che la morte è vinta, che le barriere fra i popoli sono crollate: e la convivenza può comporsi, a ordine di famiglia, nel lavoro e nella solidarietà, sotto il sorriso della Madre. […]

 

Sin dai primordi, i cristiani uniti alla Chiesa di Roma fecero del ricordo del Natale la celebrazione più solenne, perché ricordava la fine della separazione dell’umanità dalla divinità, la fine dell’esilio degli uomini dalla patria. E la notte del 25 dicembre divenne una fontana di gioia. […] Agostino invitò a contemplare il Natale nel suo significato di pace, di festa, di vita; e lo colpì soprattutto la figura di Maria, divenuta Madre, restando vergine. […] «Come noi crediamo, speriamo e desideriamo – disse – saremo anche noi gloria di Dio nel più alto dei cieli…, a condizione che, mentre siamo sulla terra, cerchiamo la pace con buona volontà…».

 

E nel clima ecumenico del Concilio Vaticano II che si prepara, mentre anche tra i fratelli separati rinasce il desiderio dell’unità, che fu il fine supremo della nascita del Signore, venuto per fare di tutti uno, la Chiesa torna a lanciare l’inno di gloria a Dio nell’alto dei cieli e di pace agli uomini di buona volontà. […] La luce che si dilata dal cielo sulla terra, vuole risolvere il male, in ogni sua forma. Dilatandosi, rende la terra una stanza degna della convivenza di un Dio con gli uomini, di un Padre coi figli, sotto le delicatezze d’una Madre tutta bellezza e purezza… Con Gesù in mezzo, anche una stalla si fa tempio; anche la terra preludia al cielo. Tutti i battezzati, d’ogni razza e contrada, sono chiamati a comporre l’unico corpo mistico di Cristo.

 

Questo il senso del Natale nella Chiesa cattolica, la quale ricorda oggi le parole di Paolo a Tito: «Quando apparve la bontà e l’amore verso gli uomini di Dio Salvatore nostro, egli ci salvò… affinché, giustificati per la grazia di lui, diventassimo in speranza eredi della vita eterna».

Igino Giordani

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