LoppianoLab, tra denuncia e proposta

Esperti di economia, finanza, comunicazione, industria, migrazioni e accoglienza, insieme con esponenti di religioni diverse e rappresentanti del mondo dell’associazionismo e della solidarietà, si confronteranno su temi della più stretta attualità quali lavoro e beni relazionali, armi e riconversione industriale, azzardo e potere del denaro, sfida migratoria e legame sociale

Non è più sufficiente imitare il Buon Samaritano del Vangelo. Serve piuttosto dare concretezza di fatti e vita a quella “rivoluzione culturale” che finora è rimasta quasi solo teoria, paralizzata da un atteggiamento di eccessiva attesa e prudenza. E serve, in particolare, agire sulle strutture inique “che producono vittime e briganti”, portano a “dimenticarsi dei poveri”, e accumulano e incrostano il potere. Nelle istituzioni, nella società a tutti i livelli, e persino nella Chiesa.

È questo l’invito di papa Francesco da cui muove l’VIII edizione di LoppianoLab, il Laboratorio per l’Italia che parte oggi a Loppiano, in Valdarno, promosso da Città Nuova, Polo Lionello Bonfanti, Istituto Universitario Sophia e cittadella internazionale di Loppiano, sul tema “Né vittime né briganti. Cambiare le regole del gioco”.

Nella cornice delle parole del santo padre – rivolte ai partecipanti al convegno sull’Economia di Comunione, a Roma, il 4 febbraio scorso – esperti di economia, finanza, comunicazione, industria, migrazioni e accoglienza, insieme con esponenti di religioni diverse e rappresentanti del mondo dell’associazionismo e della solidarietà, si confronteranno su temi della più stretta attualità quali lavoro e beni relazionali, armi e riconversione industriale, azzardo e potere del denaro, sfida migratoria e legame sociale. L’intento sarà quello di condividere, far conoscere e sviluppare percorsi di fraternità, non perfetti certo, ma appassionati e sinceri, tesi ad alimentare speranza fra le  contraddizioni di questo tempo.

«Al centro di LoppianoLab 2017 – precisa  Benedetto Gui, economista dell’Istituto Universitario Sophia – ci saranno quindi le sfide quotidiane di noi cittadini e del nostro Paese: esclusione, migrazione, corruzione, mancata presenza dello Stato», insieme però «alle nuove virtù civili e alla rinascita del senso di appartenenza comunitaria e di accoglienza. Insomma tutti quei segnali di novità, le strategie, le organizzazioni e le idee che prendono vita e si sviluppano da quella rete di relazioni e azioni già in atto in Italia, dove tutti possono essere attori del cambiamento».

Come afferma l’economista Luigino Bruni, che interverrà nel momento centrale della manifestazione, questo pomeriggio alle ore 15.30 presso l’Auditorium di Loppiano, «la gratuità è la dimensione di ogni azione umana. Sarebbe un errore molto grave associare la gratuità al solo volontariato, all’economia sociale, affidarla a “specialisti” che si occupano del 2% della vita economica e sociale. E che cosa ne facciamo del restante 98%?».

Certo il tema della gratuità, come quelli della trasparenza e del bene comune, rappresentano una rivoluzione in particolare nel mondo della finanza e delle banche, che è invece abituato alla speculazione e a trarre profitto sulle spalle dei deboli. «Società come Goldman Sachs, Morgan Stanley o Barclays Capitals – sottolinea Nicoletta Dentico di Banca Etica, che interverrà nel dialogo con Bruni – scommettono sui prezzi del cibo che trattano come una delle commodities più promettenti, passando sopra ai diritti più elementari dell’umanità». Ma esiste un modo responsabile di fare banca – racconterà la stessa Dentico – un modo affidabile e trasparente che premia chi fa attenzione all’ambiente e investe in iniziative solidali e per la legalità, e che molte delle storture della finanza può sanare.

Proprio i semi del “nuovo” si cercherà di cogliere e valorizzare in questa due-giorni, per non fermarsi alla critica sterile né restare indifferenti, perché – come afferma Aurora Nicosia, direttore di Città Nuova – restare indifferenti vuol dire essere «dalla parte dei briganti».

Del resto l’esortazione a resistere alla “globalizzazione dell’indifferenza” viene ancora da papa Francesco che lancia una proposta provocatoria e invita a «non aver paura di condividere con i profughi il viaggio e la speranza».

In questa prospettiva si pone Chiara Peri, del Centro Astalli per i rifugiati, che interverrà a LoppianoLab con Bruni e la Dentico, invitando «a vedere le migrazioni in un contesto globale, analizzando le cause prime: le strutture di peccato, le ingiustizie, l’esercizio del potere che le alimentano».

Ed è proprio la forza del legame sociale, che sviluppa l’attenzione e la cura per l’altro, che viene incoraggiata da iniziative come Slot Mob, che premia gli esercenti che rinunciano alle slot machine. Se ne parlerà a partire dalle 18.00 raccontando l’esperienza di quei commercianti che hanno scelto di dare così il loro contributo al contrasto al gioco d’azzardo e a alla dipendenza dalla “dea fortuna” il cui “culto idolatrico” il papa ha definito “un surrogato della vita eterna”.

Nel programma di LoppianoLab ci sarà anche spazio per il tema della riconversione dell’industria militare e della vendita di armi prodotte in Italia a Paesi in guerra, e sarà affrontato domenica 1 Ottobre, alle 10, con esponenti di Pax Christi, Oxfam, Banca Etica, Centro La Pira, Focolari, Rete Disarmo e Comitato riconversione Rwm Sardegna. Di migrazioni ma anche di accoglienza, integrazione e cittadinanza si parlerà ancora domenica mattina con esperienze e proposte dalle periferie italiane.

Tra gli interventi anche quelli dell’economista Vittorio Pelligra; di Marco Tarquinio, direttore di Avvenire; Gianni Bianco, giornalista del TG3; Pierluigi Sassi, presidente di Earth Day Italia; Tiziana Bernardi, della Comunità di Nomadelfia; Jesús Morán, copresidente del Movimento dei Focolari; Tiziano Vecchiato, Direttore della Fondazione Zancan; Sharzad Housmand, teologa islamica; Francesco Naso di Economia e Felicità; Luca Raffaele, Project manager di Next – Nuova Economia X Tutti; e molti altri ospiti ed esperti.

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