La posta del direttore

ARMARSI O DISARMARE? “Domenica 9 febbraio, Speciale Tg1 su soldati e corpi militari in Italia. Il taglio del servizio mi ha ricordato, ahimè, documentari propagandistici di triste memoria. “Ma ho dovuto attendere la fine dello Speciale Tg per coglierne il senso: “…l’Italia non può continuare a investire solo metà della Francia e un terzo dell’Inghilterra in armamenti…”. “Cavernicola consapevolezza che nell’uso tecnologico della forza emerge l’intelligenza che ci distingue dagli altri esseri viventi. “Ma poi mi sono detto: “E se Francia e Inghilterra dimezzassero le spese militari?”. Giancarlo Bianco Ascoli Piceno Questo radicale andare controcorrente che invoca il disarmo, rispetto ai tempi della guerra fredda, sta acquistando sempre maggior senso. Tanto più oggi che assistiamo all’iperdimensionamento del peso militare nelle controversie internazionali messo in campo dall’ultima superpotenza. Certo, c’è anche la Corea del Nord che si sta riarmando pericolosamente; ci sono Cina, India, Pakistan, potenze atomiche che non disarmano. Ma dalla fossa in cui la stessa Nato sembra dibattersi e dallo spettro di un nuovo conflitto in Iraq si dovrebbe riemergere affidando finalmente all’Onu i compiti del mantenimento della pace. Un’Onu, tuttavia, che abbisogna essa stessa di una sostanziale riforma. Si dovrà dunque ripartire dalla coscienza dei cittadini che questo rinnovamento debbono pretendere dai propri governanti. GENITORI E SERVIZIO CIVILE “Prendo lo spunto da una lettera di un lettore e dai vostri articoli sul servizio civile per fare una semplice osservazione. La trasformazione di questo servizio soprattutto nell’animo di chi lo ha svolto è stata radicale. Nei primi tempi occorreva dell’eroismo o quasi, ultimamente è sempre più una pratica da evadere nel modo più impersonale possibile. In generale però noi genitori siamo in difficoltà ad educare compiutamente i figli, e in questo gioca un peso notevole il nostro superprotezionismo che ha ovviamente nobilissimi intenti, ma che, denotandosi per l’improprietà degli interventi, non fa altro che ingarbugliare le cose. Quello educativo è diventato un problema generale della società. Il servizio civile dovrebbe essere esteso a tutti i giovani, in conformità alla loro preparazione e sensibilità, maschi e femmine, lontano da casa e con una retribuzione minima ma dignitosa. Sarebbe in ogni caso un periodo di maturazione e di presa di coscienza di tanti aspetti e problemi della società che non potrà che tornare utile alla società stessa, oltre che al ragazzo. Naturalmente sorvegliando, e qui entrerebbero in causa anche i genitori, che non ci siano abusi, prevaricazioni e inutili sofferenze”. Anna Torri – Milano SNELLIRE LA BUROCRAZIA “Si parla tanto di snellire la burocrazia negli uffici pubblici, agevolando i doveri dei cittadini. Si parla tanto di fare in modo che si riducano le assenze durante l’orario di lavoro. “La mia domanda è questa: quanto tempo deve passare perché si possa pagare luce e telefono presso qualsiasi tabacchino, senza dover fare code a volte impossibili, dopo aver trovato un parcheggio? L’ufficio postale non è sotto casa, ed ha i suoi orari di lavoro che spesso sono identici agli altri orari di lavoro”. Umberto Parisi – Reggio Calabria Ha ragione. Anche se qualcosa per snellire queste pratiche si è fatto, molto resta da fare. Comunque, la soluzione in parte già avviata, è quella informatica, che consente di fare i pagamenti da casa via internet con le carte di credito. Un po’ alla volta, sia pure superando qualche difficoltà, ci arriveremo tutti. UN LABORATORIO DI APPROFONDIMENTO “L’articolo di Michel Vandeleene in Ruanda su Città nuova n.22/02 ha costituito una sorpresa non solo per il contenuto, ma anche per il modo di porgerla. Una conferma che il quindicinale diventa sempre più laboratorio della vita che propone. Quella di Michel mi ha ricordato una esperienza simile che ho fatto l’estate scorsa qui in Italia. Come in Ruanda, ma in una piccola comunità. Quella in Ruanda, tutta volta all’esterno, per gli altri, casa di tutti, un via vai; l’altra rivolta all’interno, per approfondire la spiritualità di comunione fra noi. “Una sorpresa, dicevo, anche per la citazione cui si richiama Michel, valida per entrambe le comunità: “Si parte dalla radice: la vocazione di Chiara Lubich stessa, che ha dato vita ad una originale forma di consacrazione a Dio che coniuga il fascino del monastero, della vita di famiglia e della donazione a Dio nel mondo”. “Splendida occasione per meditare sull’equilibrio degli opposti,sull’unità. Donazione nel mondo; fascino del monastero. Equilibrio-unità, dai quali soltanto è generata forza capace di ribaltare situazioni. “Quanti insegnamenti, in proposito, davanti a noi! Uno per tutti: il comunismo che illude un terzo del mndo e svanisce, perché era niente in casa. “La campagna che Città nuova conduce per diffondere le idee forza del Movimento dei focolari può riuscire solo se la rivista viene letta, scoperta, apprezzata, fatta strumento di lavoro, laboratorio di approfondimento “. Bruno Druscovich REGALARE SORRISI “Complimenti per l’articolo “Ridere (e sorridere) non è uno scherzo” di Aurora Nicosia, apparso nel n. 24 del 25 dicembre scorso. Mi è sembrato – oltre che una sincera analisi delle relazioni tra le persone – un contributo e un invito a cambiare i nostri comportamenti, troppo spesso tristi e poco carichi di humour. Ho cominciato subito a regalare sorrisi, anche se ero convinto di “averne” pochi da donare: ai vicini di casa, ai compagni di lavoro… E ogni volta, ad un sorriso ne seguiva un altro in risposta al mio. E il mio pensiero correva al destinatario del mio primo sorriso: dopo che io gliene avevo regalato uno, egli ne avrebbe avuto uno in più da donare ad un’altra persona. E così via… Mi sembrava di aver scatenato una corrente di sorrisi che si sarebbero moltiplicati lungo tutto il giorno. Qualche giorno dopo mi è capitato fra le mani il n. 21 del 2000: nelle ultime pagine Vittoria Siciliani presentava un racconto di Lauretta Perassi: una risata ha allargato il mio cuore, sentendomi anch’io un po’ “venditore di sorrisi” come il “ragazzo vestito d’azzurro” del racconto… Ne è seguito un proposito: vivere questo nuovo anno distribuendo più sorrisi, per diventare anch’io azionista della Sorridere & Farridere Bank. Un investimento senza rischio e senza spese, ma con guadagno assicurato”. Stefano Pavan GRAZIE PER QUESTI VENT’ANNI “Non avrei mai immaginato di scrivere ad un giornale… E non lo faccio per chiedere consigli, perché penso che troverei le risposte sulla rivista, ma voglio ringraziare Dio di aver conosciuto il vostro movimento circa vent’anni fa, quando, consigliata da persone buone, mi abbonai alla vostra rivista, in un momento difficile della mia vita. “Andai ad una Mariapoli dove appresi un modo nuovo di vivere il cristianesimo: cioè amare per primi. Non sempre riesco, ma devo dire che ci metto tutta la mia buona volontà e, anche nei momenti in cui penso tra me e me di non farcela, ecco, succede qualcosa dentro di me che mi aiuta a sperare, ad andare avanti, ad amare ancora. E questo modo di vivere dà una forza, una serenità e una gioia che non si possono descrivere. Grazie”. Un’abbonata da vent’anni – Udine PERDONARE SEMPRE “Come liberare la mente dal ricordo ossessivo, doloroso, di umiliazioni ricevute, favorendo la pace personale e comunitaria?”. Lettera firmata Risponde Mario Bodega. Spesso ci portiamo dentro delle ferite: incomprensioni o addirittura offese. Come vorremmo essere trattati noi, se ci fosse successo di aver offeso qualcuno? Credo che vorremmo rappacificarci, cercando anzitutto le condizioni per una rappacificazione: riconoscere il proprio sbaglio e saper chiedere scusa. D’altra parte è necessario “saper perdonare” e “di cuore”. È importante anche cercare di amare “per primi”, essere disposti a fare il primo passo. Cercare di dialogare, tenendo il cuore nella pace è molto vantaggioso. Parlando, senza giudicarci, si possono chiarire tante cose, fino a capirsi l’un l’altro. Anche accettare le proprie “ferite” fa bene all’animo, perché dall’accettazione si può ripartire e guardare gli altri con maggiore libertà, con più capacità di amare. Se ci amiamo, succede che ci capiamo molto di più. Le lamentele non servono a nulla, anzi peggiorano la situazione perché creano nuove barriere e divisioni.Tanto peggio se parliamo male poi del prossimo dicendo cose non vere, ed è il caso della calunnia che reca un danno grave al prossimo. Se abbiamo un po’ di fede, sappiamo che attraverso la carità e la preghiera, Dio ci aiuterà ad avere misericordia come lui è misericordioso con noi. Allora il vivere insieme diventerà un anticipo di paradiso per l’armonia, la pace e la gioia che si stabilirà tra tutti.

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