Intervista a Callan Slipper

Callan Slipper

1) Dr. Slipper, può presentarsi brevemente?

 

Credo che la cosa centrale della mia esistenza è che voglio essere tutto di Dio; cioè, nonostante la mia debolezza spirituale vorrei amarlo fino alla follia. Ho avuto la grande fortuna di conoscere il carisma di Chiara Lubich e questo mi ha affascinato. Mi sembra di aver scoperto qui come vivere per Dio, con Dio, in Dio. Così sono entrato a fare parte del Movimento dei focolari e vivo da anni in focolare. Quanto a questo, una cosa simpatica, per me cristiano anglicano, è che mi ha fatto valorizzare e amare la Chiesa alla quale appartengo.

 

 

2) In che modo un cristiano anglicano può far parte del Movimento dei focolari?

 

Come tutti possono. Ogni persona umana di qualsiasi credo, cultura, età può vivere la vita del mutuo amore e, essendo unito con tutti, far parte della realtà viva, il cuore del Movimento. Poi, chiaramente, siamo su questa terra e, oltre a questa apertura direi a 360°, il Movimento è profondamente legato alla Chiesa Cattolico-Romana, che l’ha approvato e accolto nel suo seno. Dunque nel vivere la stessa vita nella quale siamo strettamente e felicemente uniti, c’è, almeno per ora, una certa distinzione nelle mansioni o nei compiti che ognuno può svolgere secondo la sua realtà ecclesiale o di fede.

 

 

3) Nello  studio pubblicato nel n° 199 di “Nuova Umanità”, lei parla di "persona chiariana": che cosa porta di originale il pensiero di Chiara Lubich alla nozione cristiana di persona?

 

L’originalità è fondata sulla visione che Chiara ha di tutto il creato. Ogni cosa esiste nella mente di Dio, cioè nel Verbo, e viene distinta da Dio, viene espressa “fuori”, quando Egli crea. Ma essendo sempre un’idea di Dio, ogni cosa (che in sé è nulla) rispecchia la sua origine, cioè quell’origine dalla quale riceve tutto il suo essere. Dunque, come ogni cosa in quanto idea nel Verbo è “uno” col Verbo stesso e perciò è pure “uno” con tutte le altre idee, anche nel creato ogni cosa ha bisogno di tutte le altre per essere se stessa. Le cose sono perciò radicalmente protese una versa l’altra. In altre parole il loro essere è amore. Questo essere amore, che si dispiega poi in termini trinitari, è un punto basilare dell’originalità del pensiero di Chiara.

La persona umana, però, vive tutto questo secondo il suo carattere specifico che consiste, si potrebbe dire, nel  suo essere immagine di Dio. Significa che, rispecchiando Dio, la persona umana riassume  quanto Dio esprime fuori di sé, nella creazione. Significa anche che liberamente, come scelta personale, deve entrare in rapporti di amore con altri esseri e in particolare con altri esseri umani, perché anche in questo rispecchia Dio. È un amore scelto, voluto, quindi un modo più forte, più “alla divina” di vivere l’essere amore, che è fondamentale per tutto il creato. Entra in rapporti trinitari ancora più profondamente di altri esseri creati, anzi, riassumendo tutto, porta con sé tutto il creato nei suoi rapporti trinitari. Questo sarebbe un secondo elemento di originalità: una concezione radicale e profonda di ciò che significano i rapporti trinitari.

E qui gioca tutto il mistero cristiano, perché tutto ciò è possibile solo a causa di Gesù, che chiaramente è la persona umana esemplare: Colui che è l’immagine di Dio perché è Dio stesso e, essendo anche l’essere umano perfetto, Colui che pure riassume tutto il creato in modo perfetto. Quando muore abbandonato in croce, Gesù rende gli esseri umani capaci di essere persona e il  significato dell’essere persona viene rivelato in tutta la sua portata. Altro elemento di originalità, forse quello centrale: Gesù Abbandonato come Colui che attualizza e spiega i rapporti trinitari e quindi che esprime che cosa vuol dire essere una persona umana.

E le persone umane, come tutti gli esseri, devono venire insieme ai loro simili per essere pienamente se stessi. Dunque Gesù Abbandonato, che riunisce tutto e tutti, mette le persone in grado di diventare loro stesse in rapporti nuovi di unità trinitaria, le une con le altre. Il culmine dell’essere persona si vede quando le persone, in Gesù, sono unite fra loro, cioè quando sono riunite – come spiega il Vangelo di Matteo 18,20 – con Gesù in mezzo a loro. Questo è un elemento di originalità in più: le persone arrivano al compimento del loro essere quando vivono con Gesù fra loro.

Certamente si potrebbe dire molto di più, ma questo dà qualche idea iniziale.

 

 

4) Lei dedica una particolare attenzione alla figura di Maria: è forse perché ella ci spiega qualche cosa di particolare riguardo alla persona?

 

Direi che Maria è la spiegazione completa di cosa vuol dire essere una persona. Non spiega soltanto una “cosa” in particolare ma tante cose. Ogni aspetto che si vede in lei, il suo essere pienamente parola di Dio, la sua umiltà e capacità di perdere tutto, il suo totale auto-annullamento, la sua divina maternità, la capacità data dallo Spirito di generare Gesù (anche nei seguaci di Cristo dopo il momento culmine ai piedi della croce), è una luce su come essere davvero una persona umana. Noi possiamo e dobbiamo essere creature come lei.

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