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Le proposte di questa settimana vanno dalla storia degli animali nella Grande Guerra all'esperienza di fede di Adrienne von Speyr; da un saggio su María Zambrano e il suo pensiero a un romanzo sulla tomba di Erodoto in Calabria

Storia – Folco Quilici, “Umili eroi. Storia degli animali nella Grande Guerra”, Mondadori, euro 18,00 – Un libro di sapore “francescano”, dedicato alle migliaia di cani, muli, piccioni, ma anche buoi, maiali, gatti, canarini, di cui si è servito l’uomo nei mezzi di trasporto e di comunicazione nel corso del Primo conflitto mondiale. Poco noto o considerato, il loro ruolo è stato fondamentale in un’epoca ancora limitata tecnologicamente. Per la prima volta, servendosi dei ricordi di suo padre e di quelli di tanti amici e conoscenti, Quilici fa riemergere le loro storie commoventi che appassioneranno tutti gli amanti, giovani e vecchi, dei nostri compagni animali.

Spiritualità – Marcello Paradiso, “Adrienne von Speyr, una donna nella Chiesa”, Cittadella, euro 18,50 – La vicenda di questa donna immersa nelle realtà del mondo (è sposa e medico dedita a sollevare i poveri) e ugualmente in Dio, trovato dopo lunga e tormentata ricerca nella Chiesa cattolica, lei di formazione calvinista, è indissolubilmente legata a quella di Hans Urs von Balthasar, che per 27 anni, fino alla morte di lei nel 1967, trascriverà le sue intuizioni mistiche e spirituali: alimento per un’opera dottrinale di vasto respiro, che colloca il sacerdote svizzero tra i grandi teologi del ‘900. I loro sono due carismi distinti e complementari. L’autore, specialista della von Speyr, approfondisce la sua esperienza di fede destinata a restituire in modo vivo e centrale, ai nostri tempi, i tesori nuovi ed antichi della Rivelazione cristiana.

Filosofia – Eliana Nobili, “María Zambrano. Il pensiero appassionato”, Leone, euro 11,90 – Per conoscere una delle più importanti filosofe e saggiste spagnole del XX secolo. María Zambrano e il suo pensiero rappresentano uno dei pochi tentativi riusciti, nella storia della filosofia, di non speculare “sulla vita” ma di ascoltarla dall’interno, di sentirla e di comprenderla dandole una voce. E questa voce-parola si traduce inevitabilmente in uno stile linguistico molto diverso dai consueti registri, in una scrittura che attinge al linguaggio poetico, alla tradizione delle guide spirituali, un linguaggio ricco di pathos e capace di arrivare al nucleo più profondo e sacrale della vita.

Narrativa – Domenico Marino, “La tomba di Erodoto”, Falco ed., euro 12,00 – Secondo fonti antiche, Erodoto, considerato da Cicerone “padre della storia”, operò, morì e fu sepolto in Calabria a Thurii, la colonia panellenica sorta nel IV secolo sui resti della grande Sybaris. Di questo sono convinti Luciana, Rocco e Paola che si ritrovano a scavare nell’area archeologica sibarita devastata dall’esondazione del Crati. Individuano una debole traccia sul bronzo del Toro cozzante, seguono una linea tracciata dal Tuffatore di Paestum, trovano conforto nella Retorica di Aristotele. Tra dubbi, tensioni sentimentali e timori burocratici, i tre giungono alla scoperta d’un epigramma funebre e d’una lastra col prologo delle Storie erodotee. È la tomba? Una narrazione plausibile, incalzante come un “giallo”.

 

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