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I nostri consigli per la lettura di questa settimana

Reportage– Marco Lupis, “Il male inutile”, Rubbettino, euro 16,00 – Dal Kosovo a Timor Est, dal Chiapas a Bali, le testimonianze di un inviato speciale e corrispondente in molte aree difficili del pianeta. Tragedie troppo spesso rapidamente e colpevolmente archiviate, nel frenetico flusso mediatico dell’informazione, trovano nuova attualità nello sguardo lucido ma anche compassionevole e partecipe del giornalista-testimone, che pagherà anche un prezzo personale inevitabile ai drammi che deve raccontare.

Storia– Fabrizio Fabbrini, “Il re alla sbarra. Morte al re riformatore, nascita dello Stato assoluto”, Libreria Ed. Fiorentina, euro 16,00 – Per l’autore di questo documentatissimo libro, che vuol essere un primo passo per una reinterpretazione della nostra storia, l’attuale dominio delle multinazionali sui governi non è che la continuazione delle idee che hanno voluto la decapitazione di Luigi XVI, il re di Francia che aveva abolito la tortura e la pena di morte, e tentato di proteggere le autonomie delle comunità.

Avventure– Massimo Carlotto, “Cristiani di Allah”, Ed. e/o, euro 14,00 – Algeri, 1451. Il Mediterraneo è teatro di guerre, razzie, scontri religiosi. La possente armata di Carlo V, punta di lancia della cristianità, viene annientata alle porte della capitale nordafricana dai corsari di Hassan Agha, che reggono la città per conto del sultano di Costantinopoli. Corsari, in gran parte, rinnegati cristiani che hanno abbracciato l’Islam: come Redouane e Othmane, i protagonisti di questo romanzo «un po’ Mille e una nottee molto Salgari».

Alterità – Elena Colombetti (cur.), “Il senso dell’altro”, Vita e Pensiero, euro 12,00 – A partire da alcune parole chiave (muri, dialoghi, paure, ponti), diverse prospettive disciplinari si confrontano su temi che toccano l’alterità nella sua identità corporea, culturale, storica, biografica. Le diverse analisi che compongono il volume assumono un paradosso di partenza: il fatto che ciascuno è, per l’altro, altro, e che quindi parlare dell’alterità significa parlare di sé. Si tratta in fondo del tema dell’umano e del suo essere costitutivamente in relazione.

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