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Cultura > Teatro

Il viaggio di “Esclusi”

di Gaia Bonafiglia

- Fonte: Città Nuova

La Compagnia della Zucca dà voce alle periferie dell’anima con lo spettacolo in ricordo di Silvano Gianti che tra Genova e Ventimiglia ha dedicato la sua vita ai più vulnerabili

La Compagnia della Zucca è una realtà teatrale del ponente ligure nata nel 2006, con un repertorio dedicato a bambini e ragazzi. Ha portato in scena numerose produzioni, passando dal teatro dei burattini a vere e proprie pièces, come Il Grog di Magog tratto dal libro La notte dei desideri di Michael Ende, Don Chisciotte e Sancho Panza, Le avventure di Pinocchio, Peter Pan e Il lupo smemorato, un testo scritto e interpretato dalla compagnia stessa.

Nel 2024, da un’idea di Roberto Grassano e Francesco Molinaro, prende vita Esclusi, un progetto dedicato a chi vive ai margini della società, descritto dagli autori come «un viaggio musicale nelle periferie dell’esistenza». L’opera trae ispirazione dal libro Senza diritto di cittadinanza (Città Nuova) di Silvano Gianti, scomparso nel 2020, che ha dedicato la vita a dare voce ai più vulnerabili, in particolare a chi vive nelle “periferie esistenziali” di Genova e Ventimiglia.

Prima di ogni rappresentazione, la compagnia racconta al pubblico la figura di Silvano, anche attraverso le sue parole. Silvano è stato per molti un amico e un fratello spirituale, capace di guardare senza barriere le storie di uomini e donne segnate da fragilità e sofferenza. Scriveva: «Nella mia vita ho incontrato tante persone ai margini, davvero tantissime. Sono andato a trovarle nelle loro case o, meglio, negli spazi in cui la società ha concesso loro di vivere. Ho ascoltato le loro storie di vita, a volte raccapriccianti, altre in un certo senso piuttosto normali… La vera periferia è quella dell’anima e ogni essere umano in qualche modo la abita».

Alcuni brani dello spettacolo sono scelti proprio tra quelli dedicati da Silvano ai migranti, per restituire al pubblico le loro storie di paura, speranza e vulnerabilità. Esclusi intreccia parole, immagini e musica dal vivo, con brani di Dalla, De André, De Gregori, Dylan, Fossati, Jovanotti, Mango, Mannoia, Mengoni e Vasco. Inizialmente la Compagnia voleva proporre solo una selezione di canzoni che condividessero uno sguardo di apertura sul mondo. Poi, dopo aver riletto il libro di Silvano e ricordato il tempo trascorso insieme, hanno deciso di unire le sue testimonianze e la sua attenzione verso gli ultimi alla musica, affrontando temi difficili con la sensibilità che lo ha sempre contraddistinto.

La prima rappresentazione si è tenuta a Bordighera il 19 ottobre 2024, per poi approdare a Genova, Cuneo, Ventimiglia, Imperia e Taggia, ricevendo ovunque una calorosa accoglienza e suscitando grande emozione nel pubblico. A parlarci di come nasce Esclusi è il regista Roberto Grassano, in rappresentanza della compagnia. «Esclusi nasce dalla vita. Alcuni di noi sono impegnati nella distribuzione di generi alimentari ai migranti di Ventimiglia. Questo impegno è iniziato proprio con Silvano, quando l’emergenza migranti ha portato diverse associazioni di volontariato a collaborare per offrire alloggio e cibo a migliaia di persone. È nata così una rete di solidarietà composta da associazioni laiche, cristiane, musulmane, italiane, francesi e di altre parti d’Europa. Una rete che ancora oggi continua a farsi carico di questo grande bisogno umano. Il nostro intento – continua Roberto – è diffondere, attraverso il teatro, un modo di guardare la vita che includa anche le fragilità e le difficoltà degli altri. Ci piace ricordare le parole di don Carmine Arice, padre generale della Piccola Casa della Divina Provvidenza, che ha assistito alla rappresentazione a Bordighera: “In questa messa in scena non si è mai pronunciata la parola Dio, ma tutto parlava di Dio. Ogni momento restituiva uno sguardo di bellezza e verità sulla vita dell’uomo, capace di coglierla anche nelle sue ferite e nelle sue fragilità”».

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