Il dovere di memoria

La società tecnologica attende che le si parli il linguaggio dello spirito. Questa dev'essere la «politica» dell'inteillettuale. Perseguire, allora, una cultura che sia profondamente «memoria», perché lo spirito è «essenzialmente e non aocidentalmente cultura e memoria». È nella «memoria» che lo spirito manifesta «che l'esistenza deve avere malgrado tutto un senso, un'origine, una destinazione finale, attraverso cui l'uomo rompe l'ordine del mondo e se ne libera». La «memoria» è la patria dello spirito, il luogo in cui opera quella circolazione, comunione, delle opere dello spirito per la quale, appunto, un'opera è opera dello spirito.

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