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In profondità > Chiesa cattolica

Santa Rita da Cascia

di Elena Cardinali

- Fonte: Città Nuova editrice


Popolarissima e amata in tutto il mondo, è nota come la "santa dei casi impossibili". La biografia di Rita da Cascia edita da Città Nuova pone il perdono come cuore del suo messaggio. Più attuale che mai

SANTA RITA DA CASCIA_copertina

Santa Rita nasce intorno al 1381 in Umbria a Roccaporena nel comune di Cascia. I suoi genitori, già anziani, la desiderano da tempo e la accolgono come un dono della Provvidenza.

Fin da piccolissima manifesta una forte vocazione alla vita religiosa. Frequenta spesso la Chiesa di Sant’Agostino e sceglie come suoi protettori s. Agostino, s. Giovanni Battista e Nicola da Tolentino, canonizzato nel 1446.

All’età di tredici anni è data in sposa ad un giovane ufficiale, Paolo di Mancino, conosciuto per il carattere violento e aggressivo dal quale avrà due gemelli.

Rita accetta i suoi maltrattamenti con dolcezza e pazienza tanto da provocare in lui un profondo cambiamento.

Una sera il marito viene ucciso in un’imboscata. I figli, Giangiacomo Antonio e Paolo Maria, sebbene educati dalla madre secondo i principi evangelici, si propongono di vendicare il padre.  

Addoloratissima per il grave peccato di cui i figli si sarebbero macchiati, secondo la leggenda, inizia a pregare Dio di salvare l’anima dei due ragazzi. Di lì a poco nel 1406 per una improvvisa e misteriosa malattia entrambi si spengono.  

Inizia a maturare in lei il desiderio di consacrarsi interamente a Cristo. Chiede di essere ammessa al monastero di S. Maria Maddalena di Cascia delle suore Agostiniane. L’accesso le viene più volte negato probabilmente perché le suore temono di venir coinvolte nella faida familiare.

Finalmente nel 1407 le porte del monastero si aprono anche per lei. Tre anni dopo pronuncia i voti perpetui. La sua vita trascorre tra le preghiere, la cura dei bisognosi e le penitenze.

Nel 1432 mentre è in preghiera di fronte al crocifisso, sente una spina della corona di Cristo conficcarsi nella sua fronte: è il segno delle stigmate che non la lasceranno fino alla morte.

Nell’iconografia viene spesso rappresentata con una rosa, immagine questa che rimanda ad un celebre fioretto.

Ormai immobile a letto riceve la visita di una sua parente. Al momento del saluto la donna le chiede se ha necessità o bisogno di qualche cosa. Santa Rita chiede una rosa. Poiché è inverno, la donna risponde con un sorriso di compassione convinta che la risposta fosse frutto di un delirio.

Tornata a Roccaporena la parente si recò nell’orto e in mezzo ad un rosaio, vede una bella rosa sbocciata. Stupita la coglie e la porta alla Santa.

 

Per conoscere più a fondo la sua vita e la sua spiritualità si può leggere la biografia Santa Rita da Cascia, il respiro del perdono di Remo Piccolomini e Natalino Monopoli, edita da Città Nuova (pp. 140, € 10,00).

Riproduzione riservata ©

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