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Ambiente > Politiche ambientali

Scommettiamo che le persone per bene esistono?

di Paolo Crepaz

- Fonte: Città Nuova

Un giocatore rifiuta di truccare una partita per denaro, e Prandelli lo convoca in Nazionale.

Simone Farina
Il fatto è noto: si sta per giocare Cesena – Gubbio, partita di Coppa Italia. Alessandro Zamperini, una delle persone arrestate in questi giorni per gli scandali del calcio-scommesse, contatta Simone Farina, giocatore della squadra umbra e suo ex compagno di squadra nella Primavera della Roma, e lo informa che persone con molto denaro, fra cui un facoltoso indonesiano, sono interessate a scommettere sulla sconfitta del Gubbio.

 

A Farina, per corrompere il portiere e due difensori, vengono offerti 200 mila euro. Il ragazzo rifiuta, affermando che lui è una persona seria e che la società per cui gioca è pulita. A distanza di qualche giorno da questa rivelazione il commissario tecnico della Nazionale italiana, Cesare Prandelli, decide di convocare Simone Farina al prossimo raduno degli azzurri in programma a fine febbraio prima dell’amichevole con gli USA in vista dell’Europeo, partita in cui Farina sarà l’ospite d’onore.

 

«Dal punto di vista tecnico –spiega il c.t. – non potrà essere una convocazione vera e propria. Però conta il messaggio. Invito Simone ad allenarsi e stare con noi per tre giorni, durante il prossimo raduno della squadra. Mi piace parlare di lui: non ha dimostrato soltanto coraggio, ma una forza interiore straordinaria. Adesso sta a noi non lasciarlo solo, non abbandonarlo. Gesti come il suo, specialmente nelle realtà minori, non sono semplici». Il rischio, per un calciatore che ha percorso tutta la sua carriera in terza serie e guadagna novantamila euro l’anno, meno della metà dei soldi facili che gli aveva promesso chi voleva corromperlo, è quello di finire emarginato dal sistema.

 

Prandelli non è nuovo a gesti del genere. «È un segno di continuità – commenta – nel cammino che abbiamo intrapreso per combattere l’omertà, raccogliendo l’invito di don Ciotti e andando ad allenarci nella terra della ‘ndrangheta», come avvenuto qualche settimana fa quando gli azzurri hanno giocato una partitella a Rizziconi in un terreno sequestrato alla mafia.  La bella notizia è che, stavolta, ad offrire lo spunto a Prandelli è stata la richiesta di migliaia di utenti di Facebook, che caldeggiavano la convocazione di Farina. Un segnale positivo di opinione pubblica che si muove e reagisce di fronte ad un fenomeno, quello delle scommesse nel calcio, che mina la bellezza del gioco del pallone.

 

Oggi dove c’è un pallone, uno stadio, una squadra di calcio ci sono soldi. A volte moltissimi soldi. Ma il pallone è anche strumento di consenso e potere. Tre presenze (soldi, consenso, potere) che attirano le mafie: le scommesse, clandestine e non, permettono di riciclare denaro sporco; la vendita del cartellino di giocatori, spesso minorenni, a prezzi truccati, frutta affari d’oro; il controllo delle “curve” dei tifosi garantisce l’appalto dei biglietti; persino gli ambulanti fuori dello stadio, in alcune città, devono pagare il pizzo per vendere un panino alla porchetta.

 

Simone Farina, l’eroe per caso, gregario nella piccola squadra umbra neopromossa in serie B, può divenire un simbolo dell’Italia pulita del calcio. «E non per caso», sottolinea, convinto, il c.t.. Possiamo scommetterci…

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