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Turchia al ballottaggio

di Redazione

Erdogan manca di poco i voti necessari ad essere eletto al primo turno. Un Paese spaccato in due si avvia quindi a tornare alle urne il 28 maggio

La suspence non è mancata, perché la Corte Suprema per le elezioni ha a lungo taciuto dopo la chiusura dei seggi – alimentando accuse di brogli da parte dell’opposizione: ma poco prima delle mezzanotte è apparso chiaro che il presidente turco uscente, Recep Tayyip Erdogan, dal 54 per cento a cui era accreditato dai primi exit poll aveva in realtà ottenuto poco meno del 49 per cento dei consensi. Dopo 20 anni ininterrotti al potere se la vedrà quindi con il suo sfidante, Kemal Kiricdaroglu, che ha riunito per la prima volta tutti i partiti dell’opposizione.

La giornata nel Paese è stata intensa, in un appuntamento elettorale molto sentito dai turchi: l’affluenza si è infatti attestata all’87 per cento, un dato eccezionalmente alto. Sostenitori di entrambi i candidati sono scesi in strada in serata, quando ancora il responso delle urne non era chiaro, anche nei luoghi dove c’è una forte immigrazione turca, come la Germania (è peraltro consentito anche il voto dall’estero, che riguarda oltre 3 milioni di persone). Kilicdaroglu ha invitato i suoi a mantenere alta l’attenzione in vista del ballottaggio del 28 maggio: il timore è infatti quello di una scarsa trasparenza del voto. Decisivi saranno i voti del terzo candidato, il nazionalista Sinan Ogan, che con il suo 5,3 per cento potrebbe – indirizzando o meno il voto di chi l’ha sostenuto al primo turno – fare da ago della bilancia.

(Foto Christoph Reichwein/dpa via AP)

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