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Giornata della Password: serve più impegno!

di Redazione

Serve pochissimo tempo per rubare una password e spesso siamo noi a facilitare il lavoro ai pirati informatici. L’iniziativa ideata da Intel nasce per sensibilizzare gli utenti in fatto di cyber security

Dal 2013 il primo giovedì di maggio si celebra la Giornata della Password (World Password day), ideata da Intel per sensibilizzare gli utenti al delicato tema della sicurezza informatica e aumentare la consapevolezza a riguardo. Infatti in un’epoca in cui la parolina magica governa l’accesso a una quantità sempre maggiore di dati personali è molto importante rendere quanto più si può la vita difficile ai “pirati” informatici, i cosiddetti hacker: si stima infatti che questi sono in grado di decifrare una password standard di 8 caratteri in pochi secondi, inserendo una lettera maiuscola gli allunghiamo il lavoro di una ventina di minuti che possono diventare un’ora se associamo anche un carattere speciale.

Capiamo così che la migliore strategia difensiva contro i cyber criminali è il nostro impegno, che i dati dimostrano ancora molto scarso: l’ultimo report dell’azienda Nordpass rileva che almeno fino all’anno scorso la password più diffusa al mondo è stata “Password” e in Italia è ancora gettonatissima la stringa “123456”. Il tutto si aggrava quando, come spesso accade, la chiave usata è la stessa per diversi servizi. Non ci meravigliamo quindi che il 64% degli “scippi” informatici nel mondo è causato da comportamenti maldestri degli utenti, come risulta dai dati Clusit, Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica.

Alessio Pennasilico, del Comitato scientifico Clusit, ci mette in guardia: «Rileviamo che i criminali informatici utilizzano tecniche molto comuni e poco complesse per violare account e impossessarsi di dati e identità digitali, questo significa che dall’altra parte ancora non abbiamo imparato a difenderci». « Alla luce delle tecnologie oggi disponibili è doveroso abbandonare numeri, lettere e caratteri speciali che puntualmente dobbiamo ripristinare perché difficili da ricordare, a favore di una autenticazione sicura, che può comprendere l’autenticazione multi fattore tramite app o l’autenticazione biometrica». (Foto: Pixabay)

 

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