Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Ambiente > Ambiente

Sardegna: invasione biblica di cavallette

di Roberto Comparetti

- Fonte: Città Nuova

Spopolamento delle zone interne, terreni incolti a abbandonati, poca remunerazione per gli agricoltori, sono tra le cause del disastro. Il ruolo decisivo della prevenzione

Oltre 2.500 ettari, in un territorio compreso tra Orani, Orotelli, Ottana Bolotana e Mamoiada, e circa 20 aziende danneggiate. Sono i numeri dell’invasione biblica di cavallette che sta interessando le zone interne della Sardegna e che durerà sino ad agosto. Secondo i tecnici regionali al momento non è possibile fare altro che attendere l’intervento dei predatori naturali degli insetti, perché qualsiasi azione sarebbe inutile.

Sul banco degli imputati c’è la mancata prevenzione, in particolare i piani di disinfestazione per gli insetti che stanno divorando il foraggio e mettendo a rischio la sopravvivenza delle aziende, che non sarebbero stati messi in atto in maniera adeguata. Alla cavallette si sono aggiunte anche le cornacchie che stanno facendo incetta di frutta e verdura nei campi.

«Più volte in passato – hanno evidenziato i dirigenti della Coldiretti –, abbiamo denunciato come la problematica della fauna selvatica fosse ben lontana dall’essere risolta. Siamo in forte ritardo e ad oggi non vi è traccia della programmazione fondamentale che avrebbe dovuto tendere al contenimento».

La Regione è già intervenuta sull’invasione di cavallette con l’assessore dell’Ambiente, Gabriella Murgia, che ha annunciato la verifica dei danni subiti e l’attivazione di un primo intervento di sostegno, sulla base delle risorse disponibili in Finanziaria. Per quanto riguarda i milioni di cavallette, secondo Coldiretti, sono frutto dei cambiamenti climatici e delle terre incolte, due problematiche denunciate da tempo e che oggi mostrano le conseguenze alle mancate risposte.

«Da una parte – secondo Coldiretti – le terre incolte sono frutto della crisi delle campagne. Le remunerazioni dei prodotti agricoli sotto i costi di produzione costringono le aziende a dei tagli importanti nella voce spese ed altre volte portano all’abbandono dell’agricoltura, trasformando così i terreni in luoghi ideali per grilli e cavallette, mentre le locuste possono deporre le uova».

Secondo un’indagine di Coldiretti per ogni euro speso dal consumatore per acquistare un alimento solo 15 centesimi vanno all’agricoltore: la testimonianza di un meccanismo distorto che taglia dalla filiera il primo e principale anello, ovvero il produttore. I cambiamenti climatici e in particolare le lunghe siccità e i prolungati e intensi periodi di piovosità accentuano poi queste problematiche.

Secondo il professor Ignazio Floris, entomologo della facoltà di Agraria dell’Università di Sassari, «il fenomeno è preoccupante e per evitare infestazioni future si deve intervenire da subito con la prevenzione. Vedere tappeti di cavallette nei territori dei paesi colpiti fa impressione: ora c’è la manifestazione più eclatante con lo stadio adulto dell’insetto e si può fare ben poco per arginare il fenomeno».

Sempre Floris ribadisce che «ciò che si può fare è intervenire per scongiurare recidive il prossimo anno: arando i terreni incolti e abbandonati che sono zeppi di uova si può agire sulla prevenzione, ovvero monitorando le aree a rischio in modo da individuare precocemente l’inizio dell’infestazione e agire chimicamente sui primi focolai».

È necessario un serio lavoro di programmazione per comprendere le ragioni di questi fenomeni e studiare soluzioni capaci di trovare applicazione. In caso contrario il rischio è quello di rivivere fenomeni come quello di questi giorni, i cui danni non solo sono per l’economia agricola, ma anche per l’ambiente e la socialità: secondo Coldiretti, lo spopolamento delle zone interne è legato alla crisi dell’agricoltura.

 

Riproduzione riservata ©

Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876