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Ambiente > Ambiente

Navi nel Mediterraneo, limitare le emissioni

di Lorenzo Russo

- Fonte: Città Nuova

La proposta arriva dal Governo francese che punta a tutelare il Mediterraneo stringendo ulteriormente i limiti fissati dagli accordi internazionali per il 2020

 

. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Non sono solo le auto ad inquinare! Anche l’industria navale fa la sua parte ed è in corso una “battaglia navale” globale per costringere l’intero settore nel rivedere le proprie emissioni nocive e affrontare il problema del cambiamento climatico.

In Europa qualcosa si muove.

In Francia ad esempio il Ministero della transizione ecologica e solidale ha proposto di limitare le emissioni inquinanti delle navi che solcano il Mare Mediterraneo. Potrebbe essere la prima volta che un bacino così grande adotti delle restrizioni e diventi area ad emissione controllata. Al momento la proposta è al vaglio dell’Organizzazione Marittima Internazionale.

C’è già una scadenza internazionale, entro il 2020, per abbattere le percentuali di zolfo, uno dei principali inquinanti presenti nei carburanti per le imbarcazioni. Questa norma prevede un calo dal 3,5% allo 0,5%.

La proposta del ministero francese invece punta ad abbassare ulteriormente il limite di zolfo presente nel carburante allo 0,1%. Inoltre i cugini d’oltralpe chiedono di far circolare nell’area protetta del Mar Mediterraneo solo navi che si siano dotate di motorizzazione rispondente allo standard Trier III che riduce fino all’80% il rilascio di ossido d’azoto rispetto al livello di riferimento stabilito nel 2000.

C’è bisogno però di qualcuno che controlli e monitori, e soprattutto sanzioni coloro che non rispettano questi limiti.

Esempi del genere già esistono al mondo. Ci sono già 4 aree controllate: buona parte del Mar Baltico, parte del mar dei Caraibi, un’area che va dal canale della Manica fino al mare del Nord e la zona costiera tra Stati Uniti e Canada.

La proposta dei francesi richiede comunque l’approvazione di tutti i Paesi (europei e non) che affacciano nel mar Mediterraneo, Italia compresa. I tempi non sono brevi: c’è bisogno di fare attente valutazioni ma la scadenza prevista dal ministero francese è per il 2022. Staremo a vedere!!!

Riproduzione riservata ©

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