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Italia > Se ne discute

A scuola di dialogo e integrazione

di Silvano Gianti

- Fonte: Città Nuova

Mentre al Comune di Lodi si discute delle lettere inviate dai sindaci dei Comuni gemellati di Fontainebleau e Costanza, che deplorano la decisione di allontanare dalla mensa i figli degli stranieri che non pagano le rette, poco lontano, a Somaglia, continua a svilupparsi il progetto di una scuola di italiano e di condivisione.

Integrazione fra ragazzi

La sindaca di Lodi, Sara Casanova, l’altra settimana s’è vista recapitare una lettera firmata dal primo cittadino di Fontainebleau, in Francia, e da quello di Costanza, in Germania, entrambi gemellati con il comune lombardo. La polemica sullesclusione di alcuni bambini dalla mensa scolastica ha raggiunto le due città d’oltralpe, tanto che Frédéric Valletoux e Uli Burchardt, hanno deciso di inviare una protesta ufficiale contro una decisione definita “xenofoba e discriminatoria”.

I due sindaci si sono accordati e hanno inviato un appello, prima pubblicato sul Parisien, e poi spedito alla leghista Sara Casanova, in cui scrivono: «Le chiediamo di riconsiderare la sua decisione e mettere fine alla situazione indegna di bambini che rischiano di essere esclusi o trattati meno bene di altri».

I due sindaci ricordano alla collega italiana che «il gemellaggio tra città è stato un atto essenziale nella riconciliazione dei popoli europei lacerati dalla seconda guerra mondiale. Non è solo un gesto simbolico, un semplice messaggio di pace e fraternità, ma un atto concreto che crea legami tra istituzioni, associazioni e popolazioni di città europee. È fondato sui valori dell’Europa, il primo tra i quali è il rispetto della persona umana, la fratellanza e l’umanesimo». I due politici spiegano: «lontana da noi l’idea di erigerci a procuratori o giudici», però ribadiscono la necessità di «restare fedeli ai valori europei» nell’ambito degli accordi stipulati tra città di diversi Paesi dell’Ue.

«Non possiamo che essere solidali con le cittadine e i cittadini di Lodi – concludono Valletoux e Bruchardt -, così come con gli altri numerosissimi italiani che hanno espresso il loro sostegno a questi bambini, con parole e atti». Sentito da un quotidiano italiano il sindaco francese Valletoux ha dichiarato: «Vedremo come evolve la situazione, speriamo ancora che ci sia a Lodi un ritorno al buon senso e all’accoglienza nelle scuole per tutti i bambini senza distinzioni di sorta». Altrimenti, ha fatto intendere chepotrebbero stralciare l’accordo di gemellaggio.

Mentre si sviluppano penose azioni discriminatorie verso i non italiani a Somaglia, paese alla periferia di Lodi, prosegue con successo la scuola di italiano per stranieri a iniziata nel novembre 2015 nelle sale del castello. Gestita da volontari con un ex dirigente aziendale nelle vesgti di direttore e coordinatore dei corsi. I partecipanti, all’inizio sette, sono man mano diventati una quarantina di cinque culture e nazionalità diverse: arabi, marocchini ed egiziani, indiani e dell’Europa dell’Est: Ucraina e Albania. Un mix di razze e religioni: per i volontari si tratta di un primo approccio con questa realtà non sempre facile e semplice. Poi la sorpresa: a giugno 2016 la scuola viene riconosciuta dal Ministero della Pubblica Istruzione, con gli esami finali svolti da una commissione esterna e il rilascio di attestati e diplomi.

Aumentano gli insegnanti volontari 22 e gli stranieri iscritti: oltre 70 di 12 nazionalità. Gli studenti sono suddivisi in dieci classi, a seconda del grado di conoscenza della lingua italiana. Tra i docenti vi è una giovane indiana sikh che dice di aver trovato nella scuola una famiglia, un altro docente – tra i più attivi – è l’ex segretario di un partito di estrema sinistra.

Per l’anno scolastico 2017-18 si predispone una nuova convenzione che oltre alla prosecuzione dei corsi di alfabetizzazione, introduce la possibilità di avviare un corso serale di scuola media per poter accedere a giugno 2018 agli esami di licenza media. Ad ottobre partono i corsi e si forma pure una classe con13 alunni per la scuola media che si svolge tre sere per settimana. Molto significativo che tra essi ci siano 8 donne, 6 musulmane, una africana e una rumena, oltre a 4 richiedenti asilo ivoriani.

Alcuni insegnanti di scuola superiore e media si rendono disponibili ad insegnare le 4 materie previste dal Ministero. E anche per quest’anno, il quarto, la scuola di Somaglia è un importante progetto a livello regionale. Infatti si è trasformata da semplice punto di alfabetizzazione, in una realtà che prevede corsi per il diploma di scuola secondaria di primo grado, corsi professionali di vario genere e, soprattutto, è un solido riferimento per diffondere il dialogo, la fraternità, la costruzione di ponti tra culture diverse. In definitiva per l’incontro tra i popoli.

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