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L'Esperto risponde > Psicologia

Quando il bambino non dorme…

di Ezio Aceti

Avete mai provato a non dormire, dico non dormire, per sei mesi di fila perché il piccolo piange e vuole essere coccolato? (Un padre semidistrutto)

Mio figlio nei primi otto mesi non ha mai dormito… aveva le coliche… poi tutto si è calmato (mamma Lucia)

Mio figlia non dormiva perché stavano spuntando i dentini (mamma Laura)

Mio figlio aveva paura a dormire nel suo lettino, ne sono sicura, perché poi nel lettone dormiva (mamma Anna)

Fino a non pochi anni fa, l’addormentamento del bambino era ritenuto un indice di serenità e di fortuna per qualsiasi genitore. E quando il neonato dormiva poco, le storie riguardanti le cause di questa “apparente” insonnia, erano talmente tante che ci vorrebbe un’enciclopedia per descriverle.

Vi garantisco che nella grande maggioranza dei casi erano tutte storie sbagliate, cioè non basate su realtà oggettive, in quanto i bambini così piccoli sono influenzati da innumerevoli stimoli. Il ritmo sonno-veglia è caratterizzato da molti fattori e ciascun bambino ha il proprio ritmo.

Alcuni neonati sembrano non dormire mai, e a volte capita che il neonato dorma di giorno. Sappiamo che ogni bambino nasce con dei ritmi e con un temperamento proprio. Ci sono bambini che fanno pisolini lunghi subito, fin dai primi giorni di vita, e altri che hanno bisogno solo di brevi sonni, magari con maggior frequenza.

Sappiamo poi che il cervello in questi primi mesi si sviluppa in maniera accelerata e il piccolo si stanca facilmente, ricorrendo a brevi sonnellini. Poi tutto attorno è pieno di stimoli, tutto è nuovo e tutto deve essere compreso. Questo è molo faticoso e necessita di un enorme dispendio di energie.

Ma allora cosa fare? Gli studi ci dicono che il neonato è in grado di riconoscere le situazioni familiari e di predire, in situazioni già vissute, quello che capiterà dopo. Insomma la routine, il fare sempre le stesse cose, sono indice di sicurezza, di conoscenza e di tranquillità per il bambino.

Ciascun genitori strutturi le proprie routine per addormentarlo, lentamente, e cerchi di mantenerle sempre, sapendo che questo aiuterà il piccolo a riconoscere il tempo sperimentato. Inoltre non preoccupatevi se all’inizio non si riesce… se tutto il resto della giornata il bambino è tranquillo, allora significa che tutto va bene.

Soprattutto non pensiamo che sia un bambino agitato, irrequieto, o che lo faccia apposta! Occorre sempre pensare che noi per il bambino siamo veramente “tutto”, e che il suo “amore passivo” significa totale dipendenza da noi.

A questo proposito mi ricordo un amico carissimo che, alle prese con il piccolo di sei mesi che non dormiva, risolse la situazione seguendo il consiglio del suo pediatra. Il consiglio era questo: Prima di alzarti dal letto e andare da tuo figlio che piange, aspetta un minuto. Durante questo minuto, rifletti un attimo e col pensiero rivolgiti a lui dicendogli, con dolcezza: «Papà è stanco e se tu non dormi, come farò domani al lavoro?». Poi alzati e vai da tuo figlio. Vedrai che lui, con la sensibilità dei neonati, “sentirà” il tuo stato s’animo.

Effettivamente, in poco tempo il figlio iniziò a dormire tutte le notti.

Miracolo? Fortuna? Non si sa e non si saprà mai. Ma la cosa bella è che il padre ha comunicato al figlio il suo disagio, la sua fatica, semplicemente pensandolo. E il figlio ha compreso. Chi può dire che non sia successo proprio così?

A me piace pensarlo e piace pensare che i figli, anche quando non dormono, ci stanno dicendo che ci vogliono un sacco di bene e che hanno bisogno di noi.

Sempre.

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