Sfoglia la rivista
Logo 70°

Ricerca di base
Le parole digitate vengono cercate nel titolo e nel testo degli articoli pubblicati sul sito.
La ricerca mostrerà gli articoli che contengono tutte le parole inserite, indipendentemente dalla loro posizione o dall’ordine in cui le hai scritte.
I risultati sono in ordine cronologico (dal piu recente al meno recente).

Ricerca della frase esatta
Usa il filtro “Frase esatta” per trovare i termini nell’ordine preciso in cui li hai digitati.

Ricerca solo nel titolo
Usa il filtro “Solo nel titolo” se desideri che le parole digitate siano cercate esclusivamente nelle titolo dei contenuti.

Filtri avanzati
Se vuoi limitare la ricerca a una tipologia specifica dell’articolo, utilizza i filtri avanzati disponibili.

Ricerca per autore
Per cercare un autore e i suoi articoli:

  • Digita nome e cognome oppure solo il cognome nel campo ricerca.
  • Nei risultati, clicca sulla scheda dell’autore desiderato.
  • Nella pagina dell’autore troverai la sua biografia e la raccolta completa dei contenuti a sua firma.

Cultura > Itinerari

Un santuario e tre nazioni per la pace

di Chiara Andreola

Il Monte Santo di Lussari, al confine tra Italia, Austria e Slovenia, è da secoli punto d’incontro tra Sud, Nord ed Est Europa e meta di pellegrinaggio.

Il Monte Santo di Lussari (foto di Tiesse – Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4914892)

In tempi di guerra – anzi, di guerre – come quello che stiamo vivendo, c’è un luogo che assume un valore particolare in quanto a richiamo alla pace: parliamo del Monte Santo di Lussari a Camporosso (Udine), dove sorge un santuario mariano meta di pellegrinaggio ormai da secoli. La storia inizia infatti nel 1360 quando un pastore trovò proprio sulla cima, a 1.800m, una statuetta della Madonna col Bambino; la consegnò al parroco di Camporosso che la ripose in un armadio, ma misteriosamente la statuetta ricomparve nello stesso luogo per più e più volte. Venne così costruita una cappella sulla vetta, a cui fece seguito nel XVI secolo il santuario vero e proprio; conosciuto come Monte Santo di Lussari in italiano, Svete Višarie in sloveno, e Luschariberg in tedesco.

Per capire però il particolare valore di questo santuario, bisogna partire dalla sua collocazione geografica. Siamo infatti nella zona dei cosiddetti “tre confini”, il cui concetto è probabilmente reso molto meglio dal nome tedesco di Dreiländerecke, “angolo dei tre Paesi”: l’estremo nordest del Friuli, là dove Austria, Italia e Slovenia si toccano. Storicamente un punto di passaggio e d’incontro tra mondo latino, germanico e slavo, e che tale è rimasto anche nei tanti alti e bassi delle vicende umane: dalla prima guerra mondiale – quando lo stesso santuario del Lussari venne bombardato –, alla più recente guerra fredda, fino all’ingresso della Slovenia nell’Unione europea. È significativo il fatto che Tarvisio, il Comune che copre questo confine, sia l’unico in Italia con ben quattro lingue ufficiali – italiano, tedesco, sloveno e friulano – e che queste siano effettivamente tutte di uso quotidiano. A testimoniare la storia multiculturale del luogo sono anche i cognomi, nei quali sono evidenti tutte queste origini variegate.

L’unione tra diverse parti d’Europa si riflette anche nella morfologia del territorio: non solo qui si riuniscono le Alpi Giulie e le Caravanche, ma qui si trova anche lo spartiacque tra quei fiumi che scorrono verso l’Adriatico, nelle valli del Fella e dell’Isonzo, e quelli che scorrono verso le valli della Drava e della Sava, confluendo poi nel Danubio e quindi nel Mar Nero: lì arrivano infatti le acque dello Slizza, il torrente che bagna Tarvisio, situata appena al di là della sella di Camporosso.

Il santuario è diventato così nei secoli non solo frequentato luogo di pellegrinaggio, ma anche di pellegrinaggio con una specifica connotazione di preghiera per la pace e di fraternità europea, riunendo popoli diversi sotto quest’unica intenzione persino in tempi di conflitto.

Oggi attorno al santuario, ristrutturato nel 2000 e custode di opere d’arte di vari periodi storici, è sorto un vero e proprio villaggio con servizi ricettivi per pellegrini e turisti; sciatori compresi, dato che qui arrivano le piste da sci e la relativa telecabina. Per quanto molti preferiscano affrontare proprio con la telecabina gli oltre 900m di dislivello che separano Camporosso dalla cima del Lussari, la via privilegiata per arrivare al santuario rimane il sentiero del Pellegrino: una strada forestale lungo cui sono stati costruiti i capitelli delle 14 stazioni della Via Crucis, in una sorta di accompagnamento spirituale verso la meta, immersi nella foresta millenaria del tarvisiano.

Tradizionalmente la stagione di pellegrinaggio va dalla festa di san Giovanni Battista (24 giugno) all’ultima domenica di settembre: e per domenica 27 settembre alle 11 è infatti prevista la messa solenne per la chiusura, presieduta dal rettore del Santuario, don Ennio Gobbatto; mentre sabato 3 ottobre l’effigie della Madonna sarà portata in processione a Camporosso, dove rimarrà nei mesi invernali. Il santuario rimane comunque aperto per buona parte dell’anno, ma la messa viene celebrata solo da fine maggio a fine settembre.

Da segnalare che nel 2014 era partita, su impulso della tarvisiana d’adozione Manuela Federici De Cillia, di Clara Lotti, e della conduttrice televisiva Maria Giovanna Elmi, l’iniziativa “Una cartolina per papa Francesco”: la raccolta appunto di oltre un migliaio di cartoline di invito per il pontefice al Lussari, che erano poi state a lui consegnate direttamente dalla Elmi in piazza San Pietro. All’epoca Bergoglio aveva risposto «Verrò, se il Signore mi darà la vita», suscitando grande attesa tra Friuli, Carinzia e Slovenia occidentale; ma la visita non si è poi purtroppo potuta concretizzare. L’auspicio, naturalmente, è che lo stesso invito possa ora essere presto rivolto a papa Leone; in considerazione del significato che questo luogo riveste per quella “pace disarmata e disarmante” che lui stesso ha messo al centro del suo pontificato sin dall’elezione.

Riproduzione riservata ©

Esplora di più su queste parole chiave
Condividi

Sostieni l’informazione libera di Città Nuova! Come?
Scopri le nostre riviste,
i corsi di formazione agile
e i nostri progetti.
Insieme possiamo fare la differenza!
Per informazioni: rete@cittanuova.it

Ricevi le ultime notizie su WhatsApp. Scrivi al 342 6466876