La cerimonia di apertura si è tenuta venerdì 21 agosto nello Stadio Erasmo Iacovone alla presenza delle massime cariche dello Stato italiano, tra cui il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni. Questa ventesima edizione vede la partecipazione di 3.803 atleti provenienti da 26 nazioni, impegnati a competere in 33 discipline sportive differenti. Per la nostra Italia, l’ambizione è quella di superare lo storico record assoluto di 193 medaglie stabilito nell’edizione casalinga di Bari 1997.
Pillole di storia dei Giochi
Spesso definito come le “Olimpiadi del Mediterraneo”, l’evento vanta 75 anni di storia e unisce idealmente tre continenti: Europa, Africa e Asia. I Giochi del Mediterraneo nascono nel secondo dopoguerra con lo scopo di utilizzare lo sport come ponte di pace, dialogo e integrazione culturale tra i popoli del bacino mediterraneo. L’idea di fondare questa manifestazione multidisciplinare sul modello dei Giochi Olimpici venne proposta nel 1948 durante la 42ª Sessione del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) a St. Moritz: promotore fu l’egiziano Mohamed Taher Pacha, allora vicepresidente del CIO, con il fondamentale supporto del dirigente greco Ioannis Ketseas.
Il nobile obiettivo, più attuale che mai, era quello di creare una competizione regionale capace di distendere le storiche tensioni politiche e religiose dell’area, riunendo atleti di culture profondamente diverse e provenienti da più parti del mondo. Sebbene il riconoscimento ufficiale dei Giochi del Mediterraneo fu ottenuto dal CIO nel 1952 ad Helsinki, i primi storici Giochi del Mediterraneo si disputarono dal 5 al 22 ottobre 1951 ad Alessandria d’Egitto, in omaggio al suo fondatore. I 734 atleti iscritti – all’epoca esclusivamente uomini – provenivano da 10 Paesi: Egitto, Francia, Grecia, Italia, Jugoslavia, Libano, Malta, Siria, Spagna e Turchia. Il primo trionfo assoluto fu dell’Italia, che dominò il medagliere complessivo sin dall’edizione inaugurale.
Evoluzioni storiche
Nel corso dei decenni la manifestazione ha vissuto importanti trasformazioni strutturali ed evolutive come nel 1967, quando le iscrizioni ai Giochi aprirono alla possibilità di partecipazione per le donne, ammesse per la prima volta solo alla quinta edizione, disputata a Tunisi.
Fino al 1991, i Giochi del Mediterraneo si tenevano sempre l’anno precedente alle Olimpiadi estive, ma dal 1993 (edizione tenutasi nella regione della Linguadoca in Francia), il calendario si è adattato per disputarli l’anno successivo ai Giochi Olimpici, onde evitare sovrapposizioni di carattere logistico.
Ai Paesi costieri si sono progressivamente aggiunte poi nazioni dell’area mediterranea prive di sbocco diretto al mare, come San Marino, Andorra, Kosovo, Macedonia del Nord, Portogallo e Serbia. Per ragioni geopolitiche tristemente note, Israele e Palestina continuano a rimanere escluse. Il simbolo è composto da tre cerchi bianchi intrecciati (simbolo di una coesione tra Europa, Africa e Asia) la cui parte inferiore risulta ondulata, a voler richiamare le onde del Mar Mediterraneo. Storicamente, l’Italia è la nazione più vincente dei Giochi del Mediterraneo. Sulle sue piste e nelle sue piscine si sono consacrate vere e proprie leggende dello sport azzurro come Pietro Mennea, Sara Simeoni, Jury Chechi, Federica Pellegrini e Vanessa Ferrari.
Il dominio italiano nell’edizione 2026
L’Italia sta dominando i XX Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026, guidando saldamente il medagliere ufficiale con un totale parziale di 110 medaglie complessive (composte da 40 ori, 39 argenti e 31 bronzi). Gli atleti azzurri stanno mettendo a segno prestazioni da record in diverse discipline, staccando nettamente la Turchia ferma al secondo posto. Nel nuoto, la beniamina di casa Benedetta Pilato – già protagonista ai Campionati europei di sport acquatici di Parigi 2026 – ha conquistato una splendida medaglia d’oro nei 100 metri rana donne, mandando in visibilio il pubblico dello Stadio del Nuoto Torre d’Ayala. Gabriele Mancini e Noemi Cesarano hanno arricchito il bottino del nuoto in corsia vincendo l’oro rispettivamente nei 100 metri rana uomini e nei 1500 metri stile libero donne. Il nuoto pinnato, disciplina all’esordio assoluto ai Giochi, ci regala altri 8 podi, fra cui spiccano gli ori di Viola Magoga e di Filippo Pavoni.
La portabandiera azzurra Irma Testa ha trionfato nel pugilato femminile conquistando una pesante medaglia d’oro, confermandosi leader del movimento pugilistico azzurro femminile. Nella canoa velocità è arrivata una splendida medaglia d’oro nel C1 200 metri donne per Elena Voltan, mentre la Nazionale Italiana di bocce ha dominato le finali portando a casa ben quattro medaglie d’oro, accompagnate da un argento e tre bronzi. Guardando agli sport di squadra, la selezione azzurra di calcio maschile Under-18 è stata eliminata in semifinale dalla Tunisia dopo avere superato il Kosovo per 1-0 sul prato dello Stadio Erasmo Iacovone. Percorso ancora più difficile per gli azzurri della pallamano maschile che, dopo la sconfitta subita al Palasport di Fasano contro i favoriti dell’Egitto, hanno chiuso il girone al terzo posto e disputeranno, quindi, il placement round 5°-8° posto.
