Dialogare significa creare ponti con le parole. È da questa riflessione, semplice e potente al tempo stesso, che prende le mosse il numero della rivista Teens di maggio 2026, edita da Città Nuova, interamente dedicato al tema dell’incontro e del dialogo — due parole che, in un mondo segnato da guerre e divisioni, suonano più urgenti che mai.
Il filo conduttore attraversa piani molto diversi tra loro. Si parte dall’individualismo alimentato dai social media — le “bolle sociali” degli algoritmi che ci allontanano dall’altro invece di avvicinarci — per arrivare al dialogo interreligioso tra cristiani e musulmani, raccontato attraverso due esperti a confronto sull’islamofobia. Nel mezzo, una riflessione sul “principio dimenticato” della fraternità, rimasto fuori dalle costituzioni moderne nonostante sia la chiave per tenere insieme libertà e uguaglianza, e un’analisi lucida su cosa succede quando il dialogo fallisce: dal conflitto tra Stati Uniti e Iran all’interrogativo se si possa davvero imporre la democrazia con le bombe.
In Teens di maggio 2026 c’è spazio anche per le storie concrete di chi il dialogo lo pratica ogni giorno: i ragazzi del Kinder Team di Torino che aiutano bambini delle elementari in un doposcuola di quartiere, e la giovane di Pisa che ha tessuto bandiere della pace destinate ai bambini che vivono in guerra. Non mancano la scienza — con la Stazione Spaziale Internazionale come modello di cooperazione tra nazioni in conflitto — e la natura, con la Wood Wide Web, la rete sotterranea di funghi e radici che ci ricorda quanto la vita dipenda dalla connessione. E poi libri, film, musica e un’intervista a Geronimo Stilton e alla sua creatrice Elisabetta Dami.
Un numero che non si accontenta di parlare di dialogo in astratto, ma mostra — storia dopo storia — che incontrarsi è sempre possibile: basta scegliere di costruire ponti invece di muri, partendo dai gesti di ogni giorno.
Buona lettura!