La famiglia del piccolo Domenico chiede giustizia. L’ingresso dell’ospedale Monaldi, dove c’è stato il trapianto di cuore “bruciato”, è invaso dalle dimostrazioni di affetto che rendono omaggio al piccolo guerriero. Secondo Francesco Petruzzi, avvocato della famiglia, «si spera che una volta concluse le indagini si proceda per omicidio volontario, non per omicidio colposo. Dall’esame della cartella clinica ci sono tutti i presupposti per configurare il dolo eventuale, che comporta l’omicidio volontario». La suddetta cartella clinica, infatti, risulta incompleta, «manca il diario di perfusione, ossia il tracciato della circolazione extracorporea che dimostrerebbe il momento esatto in cui al bambino è stato tolto il suo cuore, prima di impiantare quello danneggiato».
Questa mattina sul ponte della Sanità, a Napoli, è comparso lo striscione degli ultras di ‘Curva A’ in memoria del piccolo Domenico, mentre l’artista Nicola Urru ha scolpito una scultura di sabbia a Platamona, all’interno del golfo dell’Asinara nel nord della Sardegna, per ricordare questa tragica pagina del sistema sanitario in Italia. (foto Ansa)
