Il Movimento Politico per l’Unità (MPPU) – Centro regionale Sicilia ha promosso a Siracusa il convegno Ricostruire la speranza e la fiducia in una politica autentica, un momento pubblico di confronto e testimonianza nel ricordo di Marco Fatuzzo, già sindaco di Siracusa e Presidente MPPU Sicilia e Internazionale.
In un momento di forte sfiducia verso le istituzioni, l’incontro del 24 gennaio ha rappresentato un appello alla cittadinanza e ai siciliani per non disperdere il patrimonio etico lasciato da Marco Fatuzzo. La sua testimonianza è stata indicata come un modello per ritrovare il senso profondo della democrazia partecipata e del bene comune.
Al centro del dibattito è stata posta la visione di una politica intesa come “amore degli amori”, capace di superare le polarizzazioni attraverso il dialogo e l’ascolto autentico.
Giancarlo Bellina (Co-presidente MPPU Sicilia) ha introdotto i lavori evidenziando la necessità di formare nuove generazioni di amministratori capaci di operare con “anima” e competenza.
Franco Sciuto, già Presidente del MPPU Sicilia, ha ripercorso il mandato di Marco Fatuzzo da sindaco di Siracusa (1994-1998) come esempio caratterizzato da una profonda etica del servizio, capace di ricucire lo strappo tra cittadini e istituzioni. La sua eredità continua a vivere non solo nelle opere realizzate, ma nella testimonianza di una politica che vuole essere, al contempo, pragmatica e profetica.
L’intervento della Presidente Nazionale del MPPU Italia, Argia Albanese ha ricordato Marco Fatuzzo, non solo come sindaco ma anche come Responsabile del MPPU Internazionale. La presidente nazionale ha posto al centro del suo intervento la centralità della relazione autentica con l’altro anche nella dimensione politica. Sembra un’utopia, in uno scenario come quello attuale che ha sovvertito le regole del mercato, del diritto, dell’economia, ma anche in questo contesto odierno caratterizzato dagli schieramenti e dalle polarizzazioni, è fondamentale riaffermare il principio della relazione autentica fra le persone come unica strada per ritrovare speranza e per rivitalizzare la democrazia.
Le testimonianze presentate da Alfio Di Pietro presidente dell’Associazione Co- governance di Ragusa, da Donata Stracquadani e Salvatore Brullo, rispettivamente Presidente e Direttore della Cooperativa FO.CO. e da Giancarlo Bellina a nome della segreteria del MPPU Sicilia, hanno sottolineato l’importanza delle reti di associazioni e di singoli cittadini che praticano un “umanesimo integrale”, mettendo la dignità della persona al centro della visione sociale e politica. Si tratta di “ricostruire il noi“, proponendo la speranza come responsabilità quotidiana e una politica intesa come “impegno di prossimità”, capace di ascoltare i bisogni reali dei cittadini e di agire per il bene comune.
Il dibattito ha beneficiato di sguardi di alto profilo come quello dell’ambasciatore Pasquale Ferrara, che ha collegato l’impegno di Fatuzzo alle sfide globali sottolineando come la cultura dell’unità e dell’agire locale possa essere una risposta alle attuali crisi mondiali, e dello storico Salvo Adorno che ha analizzato il mandato di Fatuzzo come il periodo in cui Siracusa è stata proiettata verso una dimensione di modernità e sostenibilità.
Durante il dibattito sono stati affrontati temi cruciali della politica, quali il rapporto tra identità e territorio, politiche locali e politiche globali, i rischi attuali di una degenerazione della democrazia, la centralità del dialogo e della fraternità.
Le conclusioni offerte da chi scrive come attuale presidente del MPPU Sicilia, si sono focalizzate sulla necessità impellente di “ricostruire fiducia e speranza” nella politica intesa come cura e partecipazione. È stato lanciato un appello per una politica che si faccia carico della “cultura della cura” contro l’indifferenza, ispirandosi al I care [Mi sta a cuore] di Don Milani. La partecipazione attiva dei cittadini è stata indicata come l’unico antidoto alla disaffezione sempre più diffusa.
Il richiamo all’appello di Aldo Moro nel suo ultimo discorso del 28 febbraio 1978, in conclusione del convegno, ha significato riaffermare che la speranza non è un sentimento ingenuo, ma un impegno faticoso e collettivo. Il futuro delle città e delle comunità non è già scritto o lontano, ma risiede nella capacità di “abitare” con coraggio le difficoltà del presente e vivere il tempo attuale con coraggio e fiducia.
Le conclusioni non hanno rappresentato un punto d’arrivo, ma l’inizio di un percorso che vedrà il MPPU impegnato a promuovere questi valori nei territori, con l’invito a tutti ad aderire a questa proposta di partecipazione democratica.