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Ambiente > Transizione verde

Ue: mobilità a motore termico anche dopo il 2035

di Lorenzo Russo

- Fonte: Città Nuova

Non più 100% ma 90% di riduzione delle emissioni di CO2: dopo il 2035 potranno essere ancora venduti veicoli a motore termico ma a determinate condizioni. In arrivo incentivi per mini auto elettriche e obiettivi per i nuovi veicoli aziendali

Simbolo dell’auto elettrica. Foro di Michael Marais da Unplash.

Dietrofront di Bruxelles sul divieto totale di vendita di motori termici dal 2035. Dopo mesi di intensi negoziati con alcuni Stati membri – fra cui Italia e Germania – e il comparto dell’automotive, la Commissione Ue riscrive il regolamento sulle emissioni CO2 dei nuovi veicoli. Il tentativo è di trovare un equilibrio tra l’urgenza di decarbonizzare il settore automobilistico e la necessità di aiutare l’industria a competere con i concorrenti, soprattutto cinesi.

In sostanza si consente alle case automobilistiche di ridurre dal 2035 le emissioni CO2 allo scarico del 90% rispetto al 2021, non più del 100%. Questo vuole dire che dopo il 2035 sul mercato si potranno vendere non solo veicoli elettrici o a idrogeno, ma anche quelli con motori termici, ibridi plug-in e con range extender. Le case automobilistiche hanno il compito di compensare quel 10% di emissioni rimanenti attraverso l’impiego di acciaio a basse emissioni per la costruzione dei veicoli, e l’utilizzo di carburanti sostenibili e moderni come biofuel ed e-fuel. Ma che non siano biocarburanti di origine alimentare.

«Dal 2035, le case produttrici dovranno rispettare un obiettivo di calo delle emissioni del 90% − riporta il comunicato della Commissione Ue −, mentre il restante 10% dovrà essere compensato attraverso l’uso di acciaio a basse emissioni di carbonio prodotto nella Ue o di carburanti sintetici o biologici. Ciò consentirà alle auto ibride plug-in, agli estensori di batteria, alle auto ibride leggere e ai veicoli con motore a combustione interna di continuare a svolgere un ruolo anche dopo il 2035».

Bruxelles ha illustrato modifiche normative per facilitare la produzione e la vendita di auto elettriche di una lunghezza massima di 4,20 metri. Raccomanda vantaggi specifici come ha affermato Stéphane Séjourné, commissario al mercato unico: «Bonus all’acquisto, programmi di rottamazione, condizioni di parcheggio favorevoli, esenzioni o riduzioni dei pedaggi, e ricarica a tariffa ridotta. Questi veicoli beneficeranno di un super bonus nel calcolo delle emissioni di CO2 dei costruttori, se sono prodotti in Europa».

Tra le altre flessibilità, Bruxelles concede un triennio − dal 2030 al 2032 − per conformarsi ai nuovi limiti di taglio emissioni e rivede al ribasso − dal 50% al 40% − anche l’obiettivo di riduzione delle emissioni per i furgoni entro il 2030. Inoltre con un sostegno di 1,8 miliardi − di cui 1,5 miliardi con prestiti senza interessi già il prossimo anno − l’Ue annuncia il sostegno alla filiera delle batterie interamente prodotta nell’Ue, mentre propone anche target nazionali obbligatori per il 2030 e 2035 per le flotte aziendali, che rappresentano circa il 60% delle vendite di auto nuove in Ue. Pur lasciando ai singoli Paesi la libertà di decidere come raggiungerli.

Secondo la proposta, l’Italia dovrà garantire una quota minima di veicoli aziendali a emissioni zero del 45% dal 2030 e dell’80% a partire dal 2035.

Riproduzione riservata ©

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