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Cultura > Società

L’Aquila, capitale di cultura e rinascita

di Mariagrazia Baroni

- Fonte: Città Nuova

Il 2026 è l’anno del capoluogo di regione, consacrato per un intero anno centro propulsore di nuove bellezze nelle aree interne appenniniche del post terremoto

L’Aquila, piazza Duomo (Raboe001/Wikipedia))

I riflettori ora sono su di lei. L’Aquila, la città abruzzese vincitrice del bando di Capitale italiana della cultura per il 2026 dopo la siciliana Agrigento. Simbolo della rinascita dopo il sisma del 2009 con il titolo che è tutto un programma: “Un territorio, mille capitali” di luoghi e ricchezza umana e che condividerà con altri borghi e città dell’Appennino centrale con cui è legata dal fil rouge dall’esperienza del terremoto del 2009, prima, e del 2016, poi. Per renderli luoghi da riscoprire anche sotto il profilo culturale.

La cerimonia di inaugurazione a capitale italiana della cultura è fissata per il 17 gennaio alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un luogo simbolo per i primi i primi soccorsi agli sfollati nel sisma del 2009 e sede del G8 nello stesso anno: l’Auditorium della Scuola della Scuola della Guardia di Finanza di Coppito. Chiuso nel 2019 a causa un lungo restauro, in quest’occasione verrà restituito alla comunità aquilana. Con Mattarella saranno presenti anche il sindaco aquilano Pierluigi Biondi e quello reatino Daniele Sinibaldi, ma anche studenti e cittadini quali ambasciatori della cultura. Logo scelto: una versione stilizzata del rosone della Basilica di Collemaggio, tra i primi gioielli restituiti alla comunità abruzzese nel 2017, dopo gli ingenti interventi a causa dei danni da terremoto.

Circa 300 gli eventi per 300 giorni del 2026 che si susseguiranno nelle città de L’Aquila e Rieti, così come nei borghi disseminati sull’Appennino centrale delle due ampie provincie aquilane e reatine. «Il 2026 sarà l’occasione per mostrare all’Italia e all’Europa una città che oggi si presenta come laboratorio vivo di rigenerazione culturale, luogo di incontro, dialogo e innovazione», ha recentemente affermato il presidente di Regione Marsilio alla presentazione il 3 dicembre del programma nella sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio. Grande attenzione dunque, alla cultura quale infrastruttura primaria, capace di ricomporre il tessuto sociale e restituirle identità e fiducia, specie nelle aree interne.

Restauri e riconsegne alla comunità nell’anno della cultura.  Nel 2026 assisteremo, inoltre, alla riapertura del Teatro Comunale, sede del Teatro Stabile d’Abruzzo. Edificio del XIX secolo andato distrutto con il terremoto del 2009, quando venne lesionato in modo grave la facciata e crollarono cornicione anteriore e foyer.  Stessa felice sorte per il Teatro Chiesa San Filippo Neri anch’esso in pieno centro storico aquilano. E poi il rientro del Museo Nazionale d’Abruzzo nel Castello cinquecentesco del Forte spagnolo.

Arte. Tra gli eventi più attesi in questi 300 giorni, menzione particolare merita la mostra dedicata allo scomparso artista romano Fabio Mauri allestita al MAXXI L’Aquila curata da Marta Papini e Maurizio Cattelan. Mauri è stato scrittore, artista, maestro dell’avanguardia italiana e fondatore della rivista Quindici insieme a Umberto Eco, nonché professore di Estetica sperimentale per 20 anni all’Accademia delle belle Arti de L’Aquila. Ma attesa c’è anche per l’esposizione “Convergenze e continuità” su architetture e paesaggi urbani abruzzesi; il progetto “Oltre il visibile” dell’artista cinese Liu Bolin, una performance “site specific” dove l’artista si mimetizzerà in tre scatti tra Collemaggio e Rocca Calascio e la parata artistica “Sond – The School of Narrative Dance” dell’artista multidisciplinare sospesa tra arte, cinema e musica, Marinella Senatore.

Musica. Tra gli appuntamenti in musica molta attesa per l’opera commissionata al compositore premio Oscar Nicola Piovani e per un’opera musicale su san Francesco d’Assisi nell’VIII centenario del trapasso del Poverello d’Assisi.

Progetti. “Hackathon Culturale Ricreare insieme” per under 35 e promosso dal comune di Rieti, sarà una tre giorni di creazioni di nuove soluzioni tecnologiche applicate alla futura città universitaria reatina, negli edifici della chiesa di Sant’Antonio Abate e dell’ospedale vecchio.

Nuovi itinerari. E tra i tanti enti che promuoveranno eventi, anche l’Archeoclub con sede a L’Aquila che ha annunciato 12 conferenze nei palazzi storici ognuna su un periodo fondante per la città e trekking tra le frazioni aquilane di 4-5 giorni che racconti la storia e il territorio con le sue bellezze paesaggistiche, archeologiche ed architettoniche.

E ancora, “Architetture per spettacolo e intrattenimento ieri e oggi” che propone visite, approfondimenti e attività performative in edifici per spettacolo antichi e moderni tra Abruzzo e Lazio, quali l’anfiteatro di Amiternum o di Trebula Mutuesca o il teatro Flavio Vespasiano di Rieti.

E infine, sempre promosso dal comune di Rieti, “Millenni sulle montagne” ovvero itinerari a piedi, a cavallo e in bici che porteranno alla scoperta e alla conoscenza di quei luoghi minori del Grand Tour delle aree appenniniche (Alba Fucens, Bocca di Teve, Nesce, S. Angelo di Civitella e Alzano di Pescorocchiano, Grotte di Torri) fatta anche di scoperta di disegni, a volte, mai dati alle stampe.

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