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Mondo > Unione Europea

Una nuova strategia europea per l’asilo e la migrazione

di Fabio Di Nunno

- Fonte: Città Nuova

Fabio Di Nunno, autore di Città Nuova

La Commissione europea ha presentato un documento politico e programmatico per gestire i flussi migratori verso l’Europa e le procedure di asilo

Un migrante sulla nave della ong Humanity nel porto di Genova. ANSA/LUCA ZENNARO

La Commissione europea ha presentato la prima Strategia europea di gestione dell’asilo e della migrazione, un piano quinquennale per coordinare l’azione dell’Unione Europea (Ue), definendo degli obiettivi politici fino al 2031. Questo documento, previsto dal Regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione, mira a garantire coerenza tra le politiche nazionali e gli obiettivi comunitari, anticipando l’entrata in vigore del nuovo Patto dell’Ue sulla Migrazione e l’Asilo fissata per il 12 giugno 2026.

La Commissione europea ha strutturato la Strategia europea di gestione dell’asilo e della migrazione articolandola su tre obiettivi. Innanzitutto, la prevenzione della migrazione illegale, con il contrasto ai trafficanti di esseri umani e rafforzamento della prima linea di sicurezza ai confini. Poi, la protezione dei rifugiati, dando garanzia di asilo per chi fugge da guerre e persecuzioni ma contrastando, al contempo, gli abusi del sistema. Infine, l’attrazione dei talenti, aprendo canali legali per lavoratori qualificati e imprenditori innovativi per sostenere la competitività economica dell’Ue.

Per tradurre questi obiettivi in pratica, la strategia definisce 5 aree d’intervento prioritarie: una diplomazia migratoria assertiva, rafforzando le partnership strategiche con i Paesi di origine e transito, utilizzando incentivi e leve in tutti i settori e settori strategici quali la politica dei visti, il commercio e il sostegno finanziario; frontiere digitali e sicure, implementando sistemi avanzati come l’ETIAS (previsto per fine 2026) e l’EES (Entry/Exit System) per un controllo automatizzato degli ingressi, ma anche rafforzando Frontex, l’agenzia europea per il controllo delle frontiere; solidarietà e asilo equo, con un sistema resiliente basato sulla condivisione delle responsabilità, con particolare attenzione ai Paesi sotto pressione come Italia, Spagna e Grecia; rimpatri efficaci, costruendo un sistema europeo comune per il rimpatrio e migliorando le procedure di riammissione attraverso una maggiore leva diplomatica sui Paesi terzi; mobilità dei lavoratori, lanciando nuove partnership per i talenti e semplificando il riconoscimento delle qualifiche estere.

Inoltre, la Strategia europea di gestione dell’asilo e della migrazione promuove l’utilizzo del potenziale della digitalizzazione e dell’intelligenza artificiale nella gestione dell’asilo e della migrazione, istituendo un forum sull’IA nella migrazione, con l’obiettivo di fornire agli Stati membri dell’Ue strumenti moderni, più sicuri ed efficienti per migliorare la qualità, la coerenza e la tempestività del processo decisionale, nonché migliorare la sicurezza e i servizi per le persone.

Per sostenere l’attuazione della Strategia europea di gestione dell’asilo e della migrazione, la Commissione europea, per il prossimo quadro finanziario pluriennale 2028-2034, ha proposto di destinare un importo complessivo di almeno 81 miliardi di euro alle politiche in materia di affari interni e uno strumento Europa globale, in modo da rispondere a un approccio più strategico ai partenariati internazionali, in linea con gli interessi strategici dell’Ue, anche in materia di migrazione.

La nuova Strategia europea di gestione dell’asilo e della migrazione s’inserisce nel solco di una stretta sulle politiche migratorie dell’Ue, come deciso dagli Stati membri sul finire dello scorso anno.

Un aspetto fondamentale del sistema che si sta delineando è la creazione di centri multifunzionali legali lungo le rotte migratorie (Multipurpose Legal Gateway Offices), un pilastro della diplomazia migratoria europea, che fungeranno da filtro per i migranti in Paesi partner strategici lungo le rotte migratorie, sui quali però sorgono già dubbi sugli standard di sicurezza e rispetto dei diritti fondamentali in tali Paesi di transito. In questi centri multifunzionali saranno allestiti dei veri e propri sportelli per fornire assistenza alle imprese europee che intendono assumere lavoratori stranieri e guidare i migranti qualificati attraverso i canali di ingresso legali, ma si occuperanno anche di gestire flussi e rimpatri, identificando chi ha diritto alla protezione internazionale prima che raggiunga i confini dell’Ue, facilitando al contempo le procedure di riammissione per chi non soddisfa i requisiti, oltre che offrire supporto tecnico ad agenzie europee come Frontex e l’Agenzia dell’Ue per l’Asilo.

Secondo Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva della Commissione europea con la delega alla Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, «negli ultimi anni abbiamo compiuto progressi significativi nella gestione della migrazione e dell’asilo», mentre è giunto il momento di «attuare pienamente il Patto e rendere il nostro sistema di asilo e migrazione adeguato alle esigenze future», sostenendo «la riduzione degli arrivi illegali e incoraggiare nel contempo i percorsi legali verso l’Ue, […] affinché il nostro sistema funzioni e le nostre società ed economie prosperino».

Secondo Magnus Brunner, commissario per gli Affari interni e la migrazione, la priorità della politica europea in materia di migrazione è quella di «ridurre il numero di arrivi illegali e mantenerlo basso», nella convinzione che «gli abusi nuocciono all’immagine della migrazione, minano la fiducia dei cittadini e, in ultima analisi, erodono la nostra capacità di fornire protezione e indeboliscono il nostro impegno ad attirare talenti». Pertanto, «per proteggere coloro che ne hanno realmente bisogno e vincere la competizione mondiale per attrarre le migliori menti, dobbiamo controllare efficacemente le nostre frontiere, limitare la migrazione illegale e prevenire gli abusi dei nostri sistemi».

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