Tanto pe’ cantà

Un poliziotto organizza una corale in una casa di riposo. Basta un’ora per cambiar vita

«Tanto per cantare. Basta che c’è la salute», intonava Nino Manfredi. Una chitarra per fare la vita meno amara. Stessa idea, altro luogo, altra epoca. Montecosaro, in provincia di Macerata, uno tra i più bei borghi d’Italia, conserva ancora l’aspetto tipico di un castello altomedievale, con tre tipiche torri campanarie, adagiato su una leggera collina. Tra i suoi 7 mila abitanti, Mauro Giorgini, di simpatia abbondante e vitalità prorompenti, macina chilometri e chilometri per controllare il territorio sulla 4 ruote della polizia stradale. La macchina la conduce spesso anche come sposo e padre di 4 figlie, tra scuola, palestra, corsi di musica, ripetizioni. Il tempo è compresso fino al nanosecondo, ma in lui il desiderio di far qualcosa per gli altri non rischia l’estinzione.

L’incontro casuale è con un’infermiera della casa di riposo Opera Pia Antonio Gatti che gli chiede di strimpellare alcune canzoni con la sua chitarra per far passare un pomeriggio allegro ai suoi ospiti. Mauro ha libero solo il martedì dalle 15 alle 16 e 30. Coincide con lo stesso orario chiesto dalla casa di riposo. Il pubblico gradisce la prima prova e il gruppo di animatori si estende fino a 7. Mamma son tanto felice, Rose rosse per te, Azzurro sono tra i brani più gettonati, su un repertorio di 40 canzoni d’annata, per una trentina di fan, quasi tutti in carrozzella, assistiti dal personale ma non ospedalizzati. Si forma una corale, formata dagli animatori e dagli ospiti della casa di riposo. Al primo concerto partecipano 200 persone. «Dopo l’entusiasmo iniziale – racconta Mauro –, mi ritrovo da solo, senza animatori, e al secondo concerto, l’anno successivo, partecipano solo 3 spettatori».

Mollare sembra l’unico orizzonte possibile, «ma ho dato un senso a questa solitudine e poi la gioia dei coristi mi ha dato la forza per continuare». Due nuovi animatori, Fabrizio ed Emanuela, si aggiungono e formano un gruppo stabile e «pian piano – commenta Mauro – è cresciuta in me la consapevolezza che dietro ogni volto segnato dal tempo, in un fisico non più efficiente, c’è una presenza privilegiata di Gesù che non si fa vincere in generosità». Qualche tempo dopo, la macchina di Mauro subisce un grave guasto.

Richiede tre preventivi. Sono così esosi che sarebbe più conveniente comprare un’altra macchina.

«Clelia, un’ospite della casa di riposo, non sa nulla del mio guaio, ma mi dice che se mi servisse, suo genero è un bravo meccanico». Il suo preventivo è inferiore 10 volte rispetto ai precedenti. «Insomma – conclude Mauro –, posso dire che nel momento in cui mi sono messo ad amare con i muscoli chi è nel bisogno, pur dedicando solo un’ora a settimana, mi sono trovato circondato di amicizie che mai avrei pensato di trovare».

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