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In profondità > Chiesa

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: l’unità che arricchisce

di Vittoria Terenzi

- Fonte: Città Nuova

Dal 18 al 25 gennaio saranno molte le occasioni di dialogo tra le Chiese cristiane, per superare le divisioni storiche e lavorare insieme per il bene comune

Papa Leone e il patriarca Sahak II, durante una visita di preghiera presso la cattedrale apostolica armena, Istanbul, Turchia, 30 novembre 2025. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

«Il ristabilimento dell’unità tra i cristiani non ci rende più poveri, anzi, ci arricchisce», ha scritto papa Leone XIV nella lettera apostolica In Unitate Fidei nel 1700° anniversario del Concilio di Nicea. «Nell’unità della fede, proclamata fin dalle origini della Chiesa, i cristiani sono chiamati a camminare concordi, custodendo e trasmettendo con amore e con gioia il dono ricevuto». La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, che si celebra dal 18 al 25 gennaio, è l’appuntamento che ogni anno ricorda a tutti l’impegno a perseverare nel cammino di comunione che abilita la Chiesa ad affrontare le sfide del nostro tempo e a rinnovare l’impegno per la pace, la giustizia, la dignità umana.

«Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati» (Ef 4,4) è il tema proposto per la Settimana di preghiera 2026 che papa Leone XIV concluderà con la celebrazione dei vespri nella basilica di San Paolo fuori le mura il 25 gennaio, giorno della solennità della conversione di san Paolo.

L’unità delle Chiese cristiane richiede l’impegno di tutti a superare le divisioni storiche e lavorare insieme per il bene comune. Nel corso del suo viaggio apostolico in Turchia e Libano, papa Leone XIV ha vissuto molti momenti ecumenici e ha ricordato che la strada da seguire è sempre quella dell’incontro fraterno, del dialogo e della collaborazione, affermando che «il desiderio della riconciliazione che proviene dall’intera umanità afflitta da conflitti e violenze e il desiderio di piena comunione tra tutti i credenti in Gesù Cristo è sempre accompagnato dalla ricerca di fraternità tra tutti gli esseri umani».

Quest’anno, le preghiere e le riflessioni che saranno utilizzate sono state preparate dai fedeli armeni apostolici in collaborazione con i fratelli e le sorelle delle Chiese armene cattoliche ed evangeliche. «In Armenia la spiritualità è profonda e molto antica, ha sottolineato monsignor Gnavi, incaricato diocesano per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso. «I testi proposti per la Settimana di preghiera parlano della luce. “Luce da luce” è un passaggio centrale del credo niceno, di cui abbiamo celebrato da poco il millesettecentesimo anniversario. Cristo è la nostra luce e questo ci aiuta a vivere la speranza in questo tempo difficile. La preghiera ci chiede di superarci, di andare gli uni verso gli altri, senza dimenticare le nostre radici, accogliendo l’invito a camminare verso l’unità, non solo perché ne abbiamo bisogno noi, ma il mondo intero ha bisogno di testimoni di unità. Il magistero di papa Leone è molto chiaro ed esplicito in questo senso, invitandoci a considerare la pace come frutto della ricerca di unità, anzitutto fra di noi e poi fra i popoli».

Tra gli eventi in programma a Roma, centrale sarà la veglia ecumenica diocesana il 22 gennaio nella parrocchia di Santa Lucia. A questo momento di preghiera, che sarà presieduto dal cardinale vicario Baldo Reina, parteciperanno i rappresentanti delle diverse confessioni cristiane presenti a Roma e l’omelia sarà pronunciata dall’arcivescovo ortodosso Khajag Barsamian, rappresentante della Chiesa Armena Apostolica presso la Santa Sede.

Ci saranno anche altri appuntamenti in diverse chiese e comunità della capitale: nella basilica di Santa Maria in via Lata, il Centro Eucaristico Ecumenico Figlie della Chiesa propone ogni sera la preghiera secondo i vari riti cattolici d’Oriente e d’Occidente.

Lunedì 19 si terranno due veglie, nella parrocchia di Dio Padre Misericordioso e nella parrocchia di Santa Maria delle Grazie nel quartiere Trionfale. Martedì 20, avrà luogo un momento di preghiera ecumenico a Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. Altri incontri di preghiera sono in programma per venerdì 23 nelle chiesa San Gioacchino in Prati e Santi Mario e Compagni Martiri. Il 23 gennaio, l’arcivescovo anglicano Anthony Ball presiederà a Santa Maria in Trastevere e saranno presenti gli studenti del Centro ecumenico di Bossey. Sabato 24 si pregherà nella parrocchia di Santa Caterina.

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